Giorgio Ghiringhelli
Chi controlla gli abusi degli elicotteri?
Redazione
31.10.2022 13:20

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Lo
scorso 19 settembre avevo inviato al sig. Antonio De Nigris, capo dell’Ufficio
del demanio e dell’aeroporto cantonale, una protesta contro i frequenti abusi
commessi nei cieli sopra Losone da parte degli elicotteristi in transito da e per
le valli, i quali spesso sorvolano il centro abitato a quote assai inferiori a
quella minima di 300 metri fissata per le zone di densa agglomerazione (altrove
la quota minima è di 150 metri), provocando così rumori assordanti. Molti di
questi piloti non rispettano neppure l’Ordinanza del Municipio di Losone che, per
le rotte di valle, vieta il sorvolo del paese e invita a raggiungerle volando
lungo il fiume Maggia: in tal modo essi non tengono conto neppure dell’Ordinanza
federale sui decolli e gli atterraggi di aeromobili
fuori degli aerodromi (OAEs), che, all’articolo 18 (“Precauzioni”)
recita “Nel rispetto della sicurezza dell’aviazione , il comandante fissa le
traiettorie e le quote di volo in relazione a un atterraggio esterno in modo da
non creare inconvenienti eccessivi per le zone residenziali, gli ospedali, le
scuole (…)”.
Al
signor De Nigris avevo pure chiesto di avviare un’opera di
sensibilizzazione presso le varie compagnie di elicotteri, invitandole a
rispettare le regole vigenti e a tener maggiormente conto delle esigenze di
tranquillità della popolazione e dei turisti. A dimostrazione del fatto che il
problema è assai diffuso, la pubblicazione di quella mia protesta su un sito di
informazione online aveva poi suscitato diverse reazioni da parte di cittadini
di varie località del Sopraceneri che mi avevano contattato per espormi il loro
problema e per chiedermi a chi potevano rivolgersi per denunciare gli abusi.
“Il
Ghiro ha messo il dito nella piaga”
Per
quanto riguarda Losone, il Municipio, da me interpellato, sostiene di essere
intervenuto a più riprese sull’argomento negli ultimi anni, e precisa che la
polizia comunale effettua regolari controlli sul rispetto delle norme locali e
federali. In tal senso è stata introdotta un’apposita procedura di richiesta per
i lavori con l’elicottero e, quando possibile, si invita la committenza a
valutare soluzioni di trasporto alternative. In una lettera inviata il 13 ottobre al capo del competente
ufficio cantonale, il Comune ha ribadito l’esistenza di diverse reclamazioni da parte della
popolazione (soprattutto quando le attività di lavoro con l’ausilio di
elicotteri vengono svolte negli orari di quiete vigenti nel Comune o
quando le quote di sorvolo non vengono ossequiate), e ha appoggiato la richiesta di avviare un’opera di sensibilizzazione a livello cantonale “che potrebbe essere
utile alla causa e coadiuverebbe in maniera importante la politica di
sensibilizzazione comunale in atto”.
Pure
Germano Mattei, ex-deputato in Gran Consiglio del movimento Montagna viva, è
intervenuto pubblicando sulla sua pagina Facebook e su Linkedin un pungente
commento che, stando all’interessato, “ha suscitato un putiferio”. Ecco
cosa ha scritto: “Ghiringhelli ha ragione e credo che
sia ora di prendere misure concrete e ben chiare. Oramai è diventata una
giungla. Anche qui in Val Maggia ci sono giorni che sono molto disturbati sin
dal primo mattino. Questa estate avevo reclamato per un volo continuato sul
mezzogiorno di un Kamof che stava esboscando sopra al Piano di Peccia. Chiamato
Comune, polizia cantonale, polizia comunale regionale, servizio forestale: solo
scaricabarile. Dall’azienda forestale insulti. Sempre questa estate ogni giorno
lavorativo, per settimane, poco dopo le sette del mattino arrivava un
elicottero che portava in quota i selvicoltori. I lavori vanno fatti, ma vi era
molto malumore! Quindi bravo al Ghiro che ha messo il dito nella piaga. Si deve
far ordine: lavorare è un conto disturbare è un altro paio di maniche. Al
mattino devono essere vietati i voli prima delle ore 9. Drastico, ma misura
necessaria. Anche il regolamento dei voli del sabato non sono da tempo più
rispettati.”
La vigilanza spetta anche ai Municipi
Nell’intento
di smuovere le acque ho inviato a tutti i Municipi del Cantone un messaggio con
il quale li esortavo a seguire l’esempio dell’Esecutivo losonese, appoggiando in
particolare la richiesta di invitare il CdS a intervenire presso le
compagnie degli elicotteri per chiedere il rispetto delle regole e per fare
opera di sensibilizzazione a tutela della tranquillità di tutti. V’è da
augurarsi che l’appello venga accolto. Ma è pure auspicabile che i Municipi,
tramite le rispettive polizie comunali, si attivino per controllare meglio quel
che accade nei loro cieli e per denunciare a chi di dovere eventuali abusi. L’’esame di tali infrazioni é di competenza
dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), ma ciò non impedisce alle
autorità cantonali e comunali di avere un ruolo più attivo nel vigilare e nel
denunciare. Tanto più che, secondo il “Decreto esecutivo del CdS del 17
giugno 1987 concernente i voli a bassa quota e gli atterraggi esterni
effettuati con l’elicottero” (art. 23), il compito di vigilanza
sull’ossequio delle prescrizioni federali in questione spetta ai Municipi,
all’Ufficio dell’aeroporto cantonale, alla polizia cantonale e a quelle
comunali.
Orari di volo troppo ampi
Da
notare che a partire dal 1. settembre 2014 è entrata in vigore un’Ordinanza federale
sui decolli e gli atterraggi di aeromobili fuori degli aerodromi (OAEs) che,
rispetto al Decreto ticinese del 1987, ha sciaguratamente ampliato in modo massiccio
gli orari in cui è possibile effettuare voli commerciali per il trasporto di
persone o a scopo di lavoro: dal lunedì al sabato gli elicotteri possono infatti
volare dalle 6 alle 22 (in precedenza dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 18 o
alle 19 in estate, sabato pomeriggio escluso). Al momento dell’entrata in
vigore della nuova Ordinanza il quotidiano La Regione aveva intervistato Rolf
Marending (amministratore delegato della Elicitino-Tarmac SA) sulle possibili
proteste causate da questa modifica. E lui diede la seguente risposta
tranquillizzante: “Credo di interpretare anche l’opinione dei colleghi
quando affermo che, in Ticino, proseguiremo come fatto finora. Dal lato
operativo, non ha alcun senso modificare gli orari del vecchio decreto. Sarebbe
un boomerang. Alzarsi in volo alle 6 di mattina è impensabile anche per ragioni
legate alla logistica. Sappiamo di lavorare con macchine che, purtroppo,
producono rumore in un ambiente alquanto sensibile. Deve prevalere il buon
senso. Ne discuteremo comunque attorno ad un tavolo con il Cantone” (cfr.
La Regione del 20.9.2014). Ma tra il dire e il fare…
Diversi
Comuni, specie nel Locarnese, hanno posto tramite ordinanza ulteriori
limitazioni all’attività di volo degli elicotteri, introducendo orari e giorni più
ristretti per il trasporto di materiale con atterraggi esterni sui cantieri
situati nelle zone densamente abitate (cioè quelle con un gruppo di almeno dieci case d’abitazione
contigue, nonché il terreno circostante sino a 100 metri da esse). La concessione di queste
autorizzazioni è infatti di competenza dei Municipi. Ma non si può impedire
agli elicotteri – previa autorizzazione dell’UFAC e del proprietario del
terreno - di effettuare atterraggi esterni in terreni che distano oltre 100
metri dalle zone densamente abitate, oppure di sorvolare le località nelle fasce orarie più
“delicate”. Spetta dunque ai committenti dei lavori – a cominciare dagli enti
pubblici… - dimostrare maggior sensibilità evitando di impiegare gli elicotteri
negli orari più problematici. Naturalmente questo discorso non vale per i
voli di ricerca, salvataggio e polizia e quelli per lo spegnimento di incendi,
che non hanno limiti orari.
A chi rivolgersi in caso di abusi?
Ai
cittadini esasperati che non sanno a chi rivolgersi per protestare contro i
frequenti abusi, consiglio di scrivere ai rispettivi Municipi, di inviare
lettere ai giornali e di inoltrare petizioni al CdS, quale autorità di un certo
peso che può intervenire a far eseguire controlli e a far opera di sensibilizzazione
a livello cantonale. Se poi qualche cittadino volesse inoltrare una specifica denuncia contro singoli abusi
(in particolare per infrazioni concernenti le quote minime di volo o il
sorvolo di zone densamente popolate con carichi esterni), la via da seguire è
quella di inviare una lettera all’Ufficio del demanio e dell’aeroporto
cantonale ( indirizzo : Via F.Zorzi 13 – 6501 Bellinzona) o un
messaggio email al suo direttore ([email protected]), il quale poi provvederà a
trasmettere per competenza la denuncia all’UFAC. Onde consentire a questo
ufficio di fare le opportune indagini, è necessario indicare le circostanze
esatte del sorvolo e l’immatricolazione del velivolo (cinque lettere, di cui le
prime due sono HB-…), la quale può essere richiesta all’Ufficio dell’aeroporto
cantonale.
Giorgio Ghiringhelli

