Elio Del Biaggio
Cure dentarie a carico della cassa malati? Anche no. Il prezzo lo pagheremmo tutti
Redazione
27.05.2026 19:30

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
C’è
un riflesso quasi automatico, oggi, davanti a ogni proposta che promette più
copertura, più prestazioni, più «diritti»: dire inequivocabilmente SÌ. È certamente
umano, ma non sempre è davvero responsabile. La votazione sulle cure dentarie
in Ticino rientra esattamente in questa categoria: una misura che, sulla carta,
appare solidale e giusta, ma che nella realtà rischia di aggravare uno dei
problemi già più pesanti per le famiglie ticinesi: i costi sociali e quelli della
cassa malati.
Perché
diciamolo chiaramente: nulla è gratis. Ogni nuova prestazione inserita nel
sistema sanitario obbligatorio ha un costo, e quel costo viene redistribuito su
tutti sotto forma di imposte e premi più alti. In un momento in cui si
moltiplicano gli appelli, le riforme e - almeno a parole - gli sforzi per
contenere l’esplosione dei costi e dei premi sanitari, introdurre nuove prestazioni
e nuove coperture generalizzate va esattamente nella direzione opposta.
È
una contraddizione evidente. Da un lato si denuncia l’insostenibilità del
sistema, dall’altro si aggiungono ulteriori oneri. È un po’ come cercare di
svuotare una barca che già fa acqua da tutte le parti, continuando però a
praticare nuovi buchi nello scafo.
Il
tema delle cure dentarie è serio, nessuno lo nega: esistono situazioni di
difficoltà reali, persone che rinunciano alle cure per motivi economici. Ma la
risposta a questi casi non può essere un’estensione indiscriminata dei costi su
tutta la popolazione. Esistono strumenti più mirati, più equi e più sostenibili:
aiuti selettivi, sostegni specifici, interventi per chi ne ha davvero bisogno e
non l’ennesima socializzazione generalizzata della spesa.
Il
rischio è sempre lo stesso: si parte con le migliori intenzioni e si finisce
con un sistema ancora più costoso, meno efficiente e sempre più difficile da
sostenere per il ceto medio, quello che paga, spesso senza ricevere.
E
poi c’è un’altra questione, meno discussa ma altrettanto importante: la
responsabilità individuale. La salute dentale, nella maggior parte dei casi, è
anche il risultato di prevenzione, abitudini, attenzione personale. Trasformare
tutto in prestazione collettiva rischia di indebolire questo principio,
spostando ulteriormente il peso dalla responsabilità individuale alla
collettività.
Il
Ticino si trova già oggi confrontato con salari decisamente bassi, un costo
della vita elevato e premi di cassa malati tra i più pesanti. Continuare ad
aggiungere prestazioni sociali senza affrontare seriamente la questione dei
costi della sanità significa ignorare la realtà quotidiana di molte famiglie.
Dire
NO a questa proposta non significa essere insensibili o egoisti. Significa, al
contrario, voler mantenere un minimo di coerenza e sostenibilità in un sistema
che sta già traballando e significa evitare soluzioni facili e semplicistiche
oggi, che diventano conseguentemente problemi più grandi e insormontabili domani.
A
volte, in effetti, la scelta più responsabile non è quella che promette di più,
ma quella che evita di peggiorare ciò che già fatichiamo a giustificare e sostenere.
di Elio Del Biaggio, comunicatore e pubblicista

