Paolo Beltraminelli
Cure dentarie: servono soluzioni pragmatiche, non battaglie ideologiche
Redazione
10.06.2026 10:29

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Da ex
responsabile della sanità pubblica, ho imparato che le buone politiche si
costruiscono partendo dai bisogni reali delle persone e valutando con
attenzione costi, benefici ed effetti collaterali delle misure proposte. È con
questo spirito che guardo all'iniziativa per l'introduzione di un'assicurazione
dentaria obbligatoria.
Nessuno mette
in discussione che alcune persone incontrino difficoltà nel sostenere le spese
dentarie. Ma la percentuale è limitata ed occorrono soluzioni pragmatiche e
mirate.
Soprattutto,
non si può ignorare che in Ticino esistono già strumenti efficaci per sostenere
chi si trova in una situazione di bisogno. Ogni anno il Cantone finanzia circa
6,3 milioni di franchi per le cure dentarie dei beneficiari di prestazioni
complementari e circa 1,6 milioni per le persone in assistenza sociale. Molto
importante poi l’impegno per i giovani allievi delle scuole ticinesi del
servizio dentario scolastico, che promuove efficacemente la prevenzione e la
cura dentaria degli allievi delle scuole elementari e medie. A ciò si
aggiungono le deduzioni fiscali per le spese dentarie importanti.
Per questo
motivo ritengo sproporzionato creare un nuovo sistema assicurativo obbligatorio
che costerebbe alla collettività circa 150 milioni di franchi all'anno. Una
misura di tale portata finirebbe inevitabilmente per generare nuovi contributi
salariali, maggiore burocrazia e ulteriori oneri per le finanze pubbliche, in
un momento già finanziariamente estremamente difficile, senza apportare
benefici significativi a chi è già tutelato dagli strumenti esistenti.
Vi è inoltre un
aspetto politico che merita di essere ricordato. Negli anni scorsi il Consiglio
di Stato si era dimostrato disponile a discutere proposte alternative più mirate
e sostenibili. Insomma, soluzioni pragmatiche, pensate per rafforzare l'accesso
alle cure senza stravolgere il sistema.
Gli
iniziativisti hanno però rifiutato di discutere possibili vie intermedie. Una
scelta che induce a pensare che l'obiettivo non sia tanto risolvere un problema
concreto, quanto perseguire una visione ideologica fondata sull'estensione
generalizzata delle assicurazioni sociali, indipendentemente dalla reale
necessità e dal rapporto costi-benefici.
In sanità
occorre distinguere tra ciò che è auspicabile in teoria e ciò che è efficace
nella pratica. In questo caso il Ticino dispone già degli strumenti per aiutare
chi ha bisogno. Potenziarli e renderli ancora più accessibili sarebbe una
strada ragionevole. Creare invece un'assicurazione obbligatoria per tutti
rischia di aumentare i costi senza migliorare in modo sostanziale la situazione
delle persone che si intendono aiutare.
Per queste
ragioni ritengo che questa iniziativa vada respinta.
Paolo
Beltraminelli, già
Consigliere di Stato e Direttore Dipartimento della sanità e della socialità
(DSS)

