Lega dei Ticinesi
Disoccupazione ai frontalieri: Bruxelles batte cassa, Berna deve dire no
Redazione
08.07.2026 12:05

Foto: © CdT/ Chiara Zocchetti
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Era tutto
ampiamente prevedibile. A Bruxelles la modifica delle regole sulla
disoccupazione dei frontalieri è sul tavolo da quasi un decennio e la Lega dei Ticinesi
aveva già lanciato l’allarme nel 2017 con il primo atto parlamentare presentato
a Berna sul tema.
Oggi, di
fronte all’ennesimo diktat europeo, il Consiglio federale deve chiarire
immediatamente – come da mozione Quadri presentata in Consiglio nazionale - che
la Svizzera non è disposta ad accettare questa nuova imposizione ai danni del
nostro Paese
L’obbligo di
farsi carico della disoccupazione dei frontalieri significherebbe infatti
mettere ulteriormente sotto pressione il sistema sociale elvetico, con il
risultato di dover aumentare i prelievi salariali a carico dei lavoratori
svizzeri.
Il Canton
Ticino, inoltre, sarebbe costretto a potenziare a proprie spese gli Uffici
regionali di collocamento, per far fronte alle iscrizioni dei permessi G.
Anche se i
due temi non sono direttamente collegati, la decisione di Bruxelles conferma
una cosa: il Consiglio di Stato ticinese ha fatto bene a bloccare 50 milioni di
franchi di ristorni dei frontalieri.
Sarebbe assurdo che un domani,
oltre ai ristorni, la Svizzera fosse chiamata anche a finanziare la
disoccupazione dei titolari di permesso G. La misura è colma: Berna deve
difendere gli interessi del Paese e del Ticino, senza subire passivamente
decisioni prese altrove.
Lega dei Ticinesi

