Io lotto ogni giorno
Dopo una denuncia, una donna non può essere lasciata sola
Redazione
21.08.2026 23:44

Foto: © Rescue Media
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Di fronte alla morte di una donna non vogliamo fare
speculazioni sulla dinamica dell’annegamento. Su questo saranno le indagini a
dover chiarire ogni elemento.
C’è però un fatto che non può essere ignorato: pochi
giorni prima della sua morte, la donna era stata aggredita, era stata in
ospedale e aveva presentato una denuncia contro ignoti.
Ed è proprio su questo che riteniamo necessario fermarci.
Non sappiamo se esiste un collegamento tra
quell’aggressione e la sua morte, ma sappiamo che una donna che subisce
un’aggressione, finisce in ospedale e trova la forza di denunciare, è in una
situazione di particolare vulnerabilità.
Una denuncia dovrebbe attivare anche un'attenzione
concreta alla sicurezza della persona, un ascolto adeguato e, quando
necessario, un accompagnamento psicologico, sociale e altre misure che possano
garantire l’incolumità della persona.
Ci chiediamo quindi: dopo quella denuncia, questa donna
si è sentita davvero protetta? È stata adeguatamente informata sui rischi e
sulle possibilità di tutela? Ha ricevuto un sostegno per affrontare ciò che
aveva appena vissuto? Da parte delle istituzioni, ed in particolare da parte
della polizia sono state offerte delle misure di protezione?
Sono domande che meritano risposte, non per attribuire
responsabilità prima che i fatti siano accertati, ma perché riguardano un
problema più grande della singola vicenda.
Denunciare è difficilissimo. Per una donna significa
spesso superare la paura di non essere creduta, il timore di essere giudicata,
la vergogna, il dubbio di stare esagerando, la paura delle conseguenze.
Significa esporsi e affidarsi alle istituzioni proprio nel momento in cui ci si
sente più fragili.
E allora non possiamo continuare a dire alle donne
“denunciate!” senza interrogarci su ciò che accade dopo. Perché se una donna
trova il coraggio di denunciare e poi viene lasciata sola con la propria paura,
con il proprio trauma e con l'incertezza sulla propria sicurezza, rischiamo di
trasformare la denuncia da strumento di protezione in un ulteriore momento di
solitudine.
Il collettivo Io lotto ogni giorno chiede che questa
vicenda non venga archiviata nel silenzio e che si faccia chiarezza non
soltanto sulla morte, ma anche su ciò che è accaduto nei giorni precedenti e
sulle misure messe in campo dopo quella denuncia.
Non per costruire una verità prima delle indagini, ma per
porre una domanda che riguarda tutte e tutti noi: Quando una donna trova il
coraggio di denunciare, siamo davvero capaci di proteggerla?
Collettivo Io lotto ogni giorno

