Adriano Venuti
Due riforme antisociali che vanno assolutamente bloccate!
Redazione
06.09.2022 14:30

Foto: Chiara Zocchetti
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La riforma denominata AVS21 e il relativo aumento dell’IVA sono due proposte
antisociali che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione: le donne
con un basso reddito e i consumatori che già devono affrontare un’esplosione
dell’inflazione.
Si sa che molte donne, troppe, ricevono redditi più bassi rispetto agli
uomini, sia perché spesso lavorano a tempo ridotto sia perché a parità di
occupazione e di funzione, vengono ancora pagate meno degli uomini. Vengono
trattate differentemente nel corso di tutta la vita attiva, ma con questa
riforma si pretenderebbe di trattarle alla pari facendole lavorare un anno in
più: un ossimoro!
Inoltre, malgrado i ripetuti allarmismi, le casse dell’AVS non stanno male,
anzi continuano a fare utili. Siamo quindi difronte a un non problema che di
conseguenza non necessita una soluzione. Gli intenti sono semplicemente altri:
peggiorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e favorire gli
istituti assicurativi privati che offrono polizze previdenziali basate sul
cosiddetto terzo pilastro.
Peggiorare le condizioni di lavoro: è già pronta anche la proposta di
aumentare l’età di pensionamento sia per le donne che per gli uomini a 67 anni.
Siamo difronte alla classica tattica del salame: prima colpiamo solo le donne,
poi diamo la mazzata a tutti!
Favorire il terzo pilastro, privato e volontario: oggi, ma anche se AVS21
dovesse passare, le rendite complessive delle donne sono parecchio più basse di
quelle degli uomini. Ciò accade perché, come già detto, nel corso della propria
vita le donne si trovano a lavorare meno o per nulla. Questa situazione genera
un vuoto contributivo per la Cassa Pensione che ha un effetto fortemente
negativo al momento del pensionamento. Inoltre, l’attacco alle rendite del
secondo pilastro è in atto da molti anni e ancora continua. Ecco perché molte
persone fanno capo a un’assicurazione previdenziale privata, che però non è
alla portata di tutte e di tutti!
Ed è qui che troviamo il problema da risolvere: le rendite AVS da sole sono
insufficienti, il secondo pilastro è sotto attacco e non è al servizio di
chiunque lavori, in particolare per quanto riguarda le salariate. L’AVS è
l’assicurazione più sociale che abbiamo in Svizzera ed è questo il modello
pensionistico che dobbiamo rinforzare, ma non peggiorando le condizioni di
pensionamento! Bisogna aumentare le rendite, magari integrando il secondo
pilastro all’interno del primo.
Al contrario, l’IVA è una tassa per nulla sociale, viene pagata in pari
quantità indipendentemente dal reddito disponibile del consumatore: ogni suo
aumento è un aumento di troppo! In particolare oggi che siamo confrontati con
un’impennata del costo di ogni genere di bene di consumo, anche di quelli più
necessari, alla quale non corrisponde il benché minimo aumento dei salari e
dunque del relativo potere d’acquisto.
Credo che i motivi per bocciare queste due proposte siano sufficientemente
chiari e saldi, per questo, il prossimo 25 settembre, vi invito a votare No ad
AVS21 e No all’aumento dell’IVA.
Adriano Venuti, vicepresidente del Partito Socialista - Ticino

