Stefan Dias
F-35: decollo approvato, ma che fatica
Redazione
24.09.2022 16:23

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La scorsa settimana il Nazionale ha approvato
l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento e questa settimana Martin
Sonderegger capo dell'armamento, assieme a Darko Savic capoprogetto hanno
firmato il contratto tra Confederazione e governo statunitense. Le tattiche
dilatorie della sinistra che ha protratto questo dossier già troppo a lungo
(sin dal 2014 con il Gripen), vengono così interrotte e il processo di
selezione e acquisto si può ritenere concluso.
I Verdi Liberali a Berna hanno sostenuto
l'acquisizione di questi aerei e del sistema di missili difesa terra-aria
Patriot, questo perchè gli attuali F/A18 devono essere rimpiazzati: da ormai
molti anni la Svizzera non dispone di un sistema di difesa aereo a lunga
portata. Una difesa efficace del nostro spazio aereo necessita di mezzi aerei
di punta, così come una difesa al suolo moderna ed efficace. Grazie a questi
investimenti e alle compensazioni di 2,9 miliardi di franchi, potremmo
contribuire anche noi allo sviluppo della sicurezza europea, di cui abbiamo
beneficiato finora. Per i verdi liberali era fondamentale evitare un ritardo
legato all'iniziativa "Stop F-35" prima che la validità dell'offerta scadesse e accolgo la
notizia del ritiro positivamente. Non possiamo creare un precedente per un caso
che nuocerebbe gravemente alla nostra democrazia. Il rischio in futuro è che le
decisioni prese dal Consiglio federale e dal Parlamento potranno essere sospese
semplicemente lanciando una raccolta firme. In più potremmo attenderci che
altri comitati d'iniziativa ricevano un trattamento preferenziale per le loro
iniziative, come richiesto in questa situazione dal PS, dai Verdi e dalle
organizzazioni che desiderano un Svizzera senza esercito.
Ulteriori considerazioni riguardano le
contradittorie dichiarazioni e non veritiere che si sentono sugli F-35. I
contrari all'acquisto degli F-35 si dicevano disposti ad accettare un aereo da
combattimento "europeo", ma solo nel 2014 hanno ostacolato l'acquisto
dello svedese Gripen E, che è a tutti gli effetti paragonabile agli altri due
aerei europei di quarta generazione in lizza, il Rafale francese e
l'Eurofighter europeo. Infine, il programma F-35 è stato il primo nato nell'era
dei social media e da subito ha fatto molto discutere. Il programma, se
studiato a fondo, dimostra però come sia un programma all'avanguardia nella
storia dell'aviazione moderna. Un aereo che ha sostituito ben quattro aerei
(F-16, A-10, F/A-18, AV-8B) in un colpo solo, una sfida enorme a livello
tecnico e ingegneristico. L'aereo F-35 viene venduto in tre versioni: la
versione A (quella acquistata dalla Svizzera) a decollo e atterraggio
convenzionale, la versione B a decollo e atterraggio verticale e la versione C
per operazioni sulle portaerei. Pur con problemi e uno sviluppo complicato,
F-35 è l'aereo migliore e quello che costa meno, di questo ne sono tutti
consapevoli e le valutazioni dei tecnici, non solo svizzeri, lo ha dimostrato.
Infine, non ci sono dubbi, necessitiamo di un
esercito moderno, snello e ben equipaggiato con materiale all'avanguardia.
Questo non necessariamente comporta un aumento spropositato del budget, al
contrario si è rispettato un budget ponderato all'ammodernamento del materiale
con progetti puntuali com'è stato il caso di Air2030.
Stefano Dias

