Ismael Camozzi
Il 14 giugno votiamo "SÌ" per il diritto alle cure dentarie
Redazione
01.06.2026 09:10

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Durante
le prossime votazioni cantonali avremo la possibilità di riformare l'attuale
iniquo sistema di cure dentarie a due velocità. Oggi il 90% dei costi ricade
sulla popolazione ticinese, che ogni anno spende circa 160 milioni di franchi
di tasca propria, di cui solo 1,3 milioni vengono effettivamente rimborsati. Lo
status quo sembra dire chiaramente: si cura solo chi può permetterselo — e chi
può permetterselo, per essere espliciti, è chi non è costretto a scegliere tra
il dentista e l'affitto. Non a caso, uno svizzero su tre è costretto a
rinunciare alle cure dentarie.
L'iniziativa
"Per il rimborso delle cure dentarie", su cui voteremo il 14 giugno,
propone di iscrivere nella Costituzione cantonale il seguente principio: ogni
persona residente in Ticino ha diritto al rimborso delle cure dentarie di base,
garantito da un'assicurazione pubblica finanziata con contributi proporzionali
al reddito di lavoratori, datori di lavoro e Stato. Va altresì sottolineato un
aspetto importante: le prestazioni coperte dall'assicurazione verrebbero
stabilite in un secondo momento da una commissione di specialisti del settore.
Un modello che, basandosi su contributi proporzionali al reddito e paritetici,
permetterà di ridistribuire i costi in maniera più equilibrata , il che si
configura come un beneficio per la maggioranza della cittadinanza.
Il
comitato contrario all'iniziativa parla di una «doppia tassa sui denti». Ma
siamo davvero sicuri che le cose stiano così? Il sistema attuale - in cui le
cure dentarie sono escluse dalla LAMal in modo del tutto incomprensibile, come
se i denti non facessero parte del corpo - costringe le persone a rimandare
l'appuntamento dal dentista fino a quando non è troppo tardi. Tutto ciò
assomiglia più a un doppio gancio: il primo è la malattia, il secondo la
fattura salata e interamente a carico del paziente!
Dall'altra
parte della barricata si trovano anche le associazioni di dentisti e
odontotecnici. Accecate dal mantra neoliberale interiorizzato durante gli studi
- secondo cui le cure dentarie sono una responsabilità individuale del paziente
- sembrano essersi dimenticate che, se un terzo della popolazione è costretto
ad abbandonare tali cure, si tratta di un problema di salute pubblica che
necessita una soluzione collettiva. Non è una posizione rispettabile
abbandonare la deontologia e le necessità dei pazienti in nome del
protezionismo dell'imprenditoria sulla salute, nel timore che i propri guadagni
vengano ridotti da un maggiore controllo sulle prestazioni in caso di
approvazione dell'iniziativa.
L'odontoiatria
attuale è inoltre discriminatoria nei confronti di studenti e giovani
lavoratori, già in difficoltà a causa dell'aumento del costo della vita -
rincaro dei premi di cassa malati, tasse universitarie in crescita, aumento dei
costi dei mezzi di trasporto, smantellamento degli affitti a pigione moderata -
il che li costringe a rimandare le visite o a escludere questo tipo di cure a
priori. La situazione è aggravata dal fatto che, dopo la scuola media, i
giovani perdono la copertura del servizio dentario scolastico, proprio quando
le esigenze aumentano e molti non hanno ancora una base economica solida. Il
risultato sono anni senza controlli, e poi problemi più complessi e più
costosi.
Invito
quindi tutti gli studenti e i giovani lavoratori a sostenere l'iniziativa
votando con convinzione SÌ il 14 giugno affinché le cure dentarie vengano
finalmente riconosciute come parte integrante del diritto alla salute.
Per la segreteria del SISA, Ismael Camozzi
coordinatore

