Manuele Bertoli
Il triste decalogo
Red. Online
08.06.2026 23:46

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
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Il
consigliere nazionale Lorenzo Quadri propone un decalogo a favore
dell’iniziativa per limitare la popolazione a 10 milioni di abitanti sul quale
qualche breve osservazione si impone.
1.
Anche con l’iniziativa in vigore potrebbero continuare ad arrivare in Svizzera
ogni anno 40mila persone (immigrazione netta). Vero.
E allora perché imporre un limite nella Costituzione?
2.
Il mantra dell’«immigrazione necessaria per rimediare alla carenza di
manodopera» sarebbe farlocco. Le
aziende sostengono il contrario, e forse ne sanno qualcosa. Se poi assumono
stranieri invece di svizzeri, non di rado è per pagarli meno, come accade con i
frontalieri, che con l’iniziativa paradossalmente cresceranno.
3.
Nel nostro Paese il 60% dei reati è commesso da stranieri, che però
costituiscono il 28% della popolazione. Non
confondiamo mele e pere. La connessione tra persone che delinquono e persone
residenti è sbagliata, perché molti delinquenti non hanno alcun permesso e
quindi non hanno nulla a che fare con i limiti alla residenza proposti
dall’iniziativa.
4.
Il 52% dei disoccupati in Svizzera sarebbe straniero. I cittadini elvetici in
assistenza sono solo il 32%; il 23% sono stranieri residenti permanenti e il
restante 45% asilanti. Per
quanto riguarda l’assicurazione disoccupazione, è notorio che essa è usata
anche stagionalmente, per esempio dalla ristorazione, dove gli stranieri sono
moltissimi, per cui i dati vanno scomposti e non mescolati. Inoltre non si
dimentichi che senza posto di lavoro i permessi B decadono. Per
quanto riguarda invece l’assistenza, è sbagliato considerare negli stranieri gli
asilanti, perché sono un’altra categoria, hanno un regime speciale e perché, a
meno di non riconoscere più sostanzialmente il diritto di asilo, non dipendono
da flussi connessi con il lavoro. Ne deriva che gli svizzeri in assistenza sono
la maggioranza.
5.
Gli stranieri non salvano l’AVS. Se così fosse, con 2 milioni di abitanti in
più in 20 anni, le casse del primo pilastro dovrebbero scoppiare di soldi.
Invece, anche gli immigrati invecchiano. Le
casse dell’AVS se la cavano malgrado l’aumento dei beneficiari, perché abbiamo
avuto un bel numero di contribuenti in più: quel che è certo è che con molte
centinaia di contribuenti in meno esse starebbero ben peggio di oggi.
6.
Nel 2000 le ore di coda sulle autostrade svizzere erano 7.711. Nel 2024 se ne
registravano oltre 55mila: vale a dire sette volte di più, con costi di circa 3
miliardi di franchi all’anno. Dopo Zurigo, il Ticino è il secondo cantone più
colpito. Le
code in Ticino le abbiamo anche per la presenza dei frontalieri. L’iniziativa
scoraggia la residenza di stranieri e quindi l’effetto sarebbe un aumento proprio
dei frontalieri e delle code.
7.
Più abitanti uguale maggior consumo di energia e di risorse naturali. Verissimo.
Ma da quando la destra di questo Paese si oppone alla cultura della crescita
economica infinita ed ha mostrato interesse per il risparmio energetico,
l’ecologia e le risorse naturali? Mai. Il tema, che è importante, va affrontato
in maniera più articolata, non con facilonerie come quelle proposte
dall’iniziativa, che non toccano il problema della sostenibilità nel suo
nocciolo, ma lo usano solo a fini xenofobi e isolazionisti.
8.
Immigrazione incontrollata vuol dire islamizzazione. Ammesso
che i musulmani siano un problema, non si può non constatare che, visto che
l’immigrazione più libera esiste solo con i Paesi dell’Unione europea, che non
sono islamici, quella già oggi controllata non ha alcuna efficacia per limitare
l’entrata di persone di fede musulmana.
9.
«Immigrazione uguale ricchezza»… solo per chi immigra. Prima della libera
circolazione delle persone, il PIL pro capite (che è la vera misura del
benessere) cresceva dell’1,83% all’anno. Oggi siamo allo 0,6%. Il
PIL, complessivo e pro capite, è cresciuto, ed è quello che conta. Il suo
aumento annuo non dipende dal numero di persone, ma dalle congiunture
economiche, comprese quelle marcate dalle crisi, come quella finanziaria di
poco meno di 20 anni fa, come quella del COVID di 6 anni or sono o come quella
connessa con le guerre in corso.
10.
Rimediare alla denatalità con l’immigrazione si chiama «sostituzione etnica». Visto
che si vuol concludere con le definizioni, diciamo che sostenere queste tesi si
chiama «razzismo», che è purtroppo una delle cifre di questa iniziativa e di
chi la propone.

