Leandro De Angelis
Iniziativa 10 milioni: una bomba ad orologeria
Redazione
27.05.2026 13:48

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Il 14 di giugno si
avvicina e con esso la votazione sull’Iniziativa 10 milioni. Nonostante mi
trovi d’accordo con gli iniziativisti sul fatto che sì, l’immigrazione fa
aumentare la popolazione e sì, l’aumento della popolazione aumenta la pressione
sulle infrastrutture e anche sulla natura, ritengo questa iniziativa estremamente
dannosa e da rifiutare senza esitazione.
A livello economico e
occupazionale, l’iniziativa è una bomba ad orologeria. Una volta raggiunti i 10
milioni (cosa che dovrebbe accadere attorno al 2040) la Confederazione dovrebbe
denunciare l’Accordo di libera circolazione con l’UE, il che farebbe saltare i
Bilaterali I, che regolano gli ostacoli tecnici al commercio, il trasporto
terrestre e aereo, l’agricoltura e gli appalti pubblici. Con ogni probabilità
l’UE reagirebbe con misure di ritorsione, dato che già oggi accusa (non sempre
a torto) la Svizzera di volere i “benefit” della partecipazione al club senza
però pagare la tassa di iscrizione. Perderemmo così l’accesso paritario al
mercato del nostro principale partner commerciale, il che aumenterebbe il
carico burocratico per le aziende e le barriere ai loro prodotti. Il risultato:
perdita spaventosa di competitività, calo dei fatturati e taglio di migliaia di
posti di lavoro.
C’è poi un altro
aspetto. Dell’immigrazione hanno bisogno le nostre aziende, che potendo
reclutare talenti da tutta Europa riescono a rimanere innovative nonostante i costi
elevati, ma ne ha e ne avrà bisogno ancora a lungo anche il nostro sistema sociale
e sanitario. Ormai da decenni facciamo troppi pochi figli per assicurare un
ricambio generazionale, col risultato che il rapporto tra pensionati e attivi
si sbilancia sempre di più in direzione dei primi. Più l’invecchiamento avanza,
più diventa difficile finanziare il secondo pilastro e aumenta il rischio che
le casse pensioni non riescano più a generare le rendite necessarie, mentre la
pressione sul sistema sanitario aumenta poiché il numero e il costo delle cure cresce
con l’età. Il modo più facile per assicurarci che il nostro sistema sociale e sanitario
non diventi impagabile è quello di mantenere un equilibrio tra giovani e
anziani, e ora che la generazione nata negli anni ’60 sta andando in pensione, l’immigrazione
di giovani che pagano contributi sociali e premi è un flusso di ossigeno
preziosissimo.
La pressione che la
crescita della popolazione genera su infrastrutture e alloggi è un effetto
collaterale che non va minimizzato, ma al quale possiamo rimediare con una
pianificazione del territorio intelligente e investimenti mirati nelle
infrastrutture. Si tratta di interventi chirurgici decisamente preferibili alla
mannaia di un’iniziativa devastante a livello commerciale, che creerebbe
un’incertezza economica aggiuntiva della quale non abbiamo alcun bisogno e che
comprometterebbe la tenuta del sistema pensionistico e sanitario.
Leandro De Angelis, Presidente PVL Ticino

