Lorenzo Ferretti
Iniziativa sulle cure dentarie e la falsa promessa della gratuità: il punto di vista di un dentista
Redazione
27.05.2026 14:41

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C’è una parola che ricorre spesso nel dibattito su questa
iniziativa: «rimborso». È una parola potente, perché suggerisce sollievo,
equità, accesso. Ma da medico dentista, abituato ogni giorno a confrontarmi con
la realtà concreta delle cure, so che dietro questa promessa si nasconde un
meccanismo molto più complesso e meno rassicurante. La verità è semplice: nulla
è gratuito.
Le cure dentarie hanno un costo reale, fatto di competenze,
tecnologia, tempo e responsabilità clinica. Oggi questo costo è in gran
parte sostenuto direttamente dai pazienti, con correttivi sociali mirati per
chi non può permetterselo. L’iniziativa propone invece di redistribuire questa
spesa sull’intera collettività. Ma redistribuire non significa ridurre. Come
dentista, mi chiedo cosa succederà quando le cure passeranno attraverso un
sistema assicurativo obbligatorio. Non è difficile immaginarlo: formulari,
autorizzazioni, limiti di rimborso, discussioni amministrative. Tutti elementi
che sposteranno l’attenzione dal paziente al sistema. E quando il sistema
entra nello studio, il rischio è che la medicina diventi meno libera e più
standardizzata. C’è poi un aspetto umano, spesso sottovalutato. Oggi la
relazione con il paziente si basa su fiducia e trasparenza: si discutono le
opzioni, si valutano i costi, si decide insieme quale strada intraprendere.
Domani, con un’assicurazione obbligatoria, quella relazione
sarà inevitabilmente mediata da regole esterne. Non sempre visibili, ma sempre
presenti. Un altro elemento che mi preoccupa è il messaggio implicito: se le
cure sono «coperte», allora diventano meno responsabilità del singolo. Eppure,
sappiamo che la salute orale è uno degli ambiti in cui prevenzione e
comportamento individuale fanno la differenza. Il sistema attuale ha dimostrato
di funzionare proprio perché responsabilizza ed educa. Infine, c’è una domanda
di fondo che, come professionista, non posso evitare: vale la pena
trasformare radicalmente un sistema che funziona? I dati mostrano che la
salute dentale in Svizzera è tra le migliori e che i costi sono sotto controllo
(+5% nell’ultimo decennio a fronte del +35% dei costi sanitari generali nello
stesso periodo). Non siamo di fronte a un sistema in crisi, ma a uno dei pochi
esempi di equilibrio riuscito nella sanità. Capisco le buone intenzioni. Ma
nella mia esperienza, le buone intenzioni non sempre portano a buone soluzioni.
E questa iniziativa rischia di creare più problemi di quanti ne risolva.
Lorenzo Ferretti, medico dentista, ex presidente OMDCT

