Piergiuseppe Vescovi
La Lega dei Ticinesi deve ritrovare la propria anima
Redazione
14.08.2026 13:52

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Ci sono momenti
nella vita di un movimento politico in cui non basta chiedersi come recuperare
consensi. Occorre porsi una domanda più profonda: siamo ancora fedeli alle
ragioni per cui siamo nati?
La Lega dei
Ticinesi è nata per rompere gli schemi, dare voce a chi non si sentiva
rappresentato e difendere un Ticino che chiedeva rispetto per il proprio
lavoro, la propria identità e la propria autonomia. Per decenni ha saputo
interpretare le preoccupazioni di migliaia di cittadini, portando al centro del
dibattito temi che altri ignoravano: il lavoro, il dumping salariale, la
sicurezza, gli sprechi, l’autonomia cantonale.
La sua forza è
sempre stata quella di essere diversa. Di parlare un linguaggio diretto. Di
avere il coraggio di affrontare temi scomodi.
Negli ultimi anni,
però, vicende giudiziarie, tensioni interne e contrapposizioni personali hanno
finito per oscurare questa identità. La vera sfida, oggi, non è soltanto
recuperare voti: è tornare a essere la Lega.
Il Ticino ha
ancora bisogno di una vera destra sociale, capace di mettere al centro il
lavoro, le famiglie, il ceto medio, i giovani, gli anziani, gli artigiani e le
piccole e medie imprese. Una forza che sappia contrastare il dumping salariale,
sostenere chi crea occupazione, ridurre la burocrazia e riaffermare un
principio semplice: l’economia deve essere al servizio delle persone e del
territorio, non il contrario.
Una vera destra
sociale significa diritti, ma anche chiari doveri. Non tutto può essere chiesto
allo Stato e gli abusi vanno combattuti con fermezza. Ma chi è realmente in
difficoltà va sostenuto con ogni mezzo, per offrirgli la possibilità concreta
di costruirsi un futuro.
E accanto al
lavoro c’è l’identità: la lingua, la cultura, le tradizioni e la capacità del
Ticino di decidere del proprio futuro. Anche di fronte alle nuove sfide legate
agli accordi bilaterali, serve una Lega forte, libera e capace di difendere gli
interessi dei ticinesi.
Ma per essere
credibili bisogna innanzitutto esserlo in casa propria. Chi chiede trasparenza
deve essere trasparente. Chi denuncia i privilegi deve dimostrare di non essere
interessato alle poltrone. Chi parla di merito deve valorizzare davvero
competenze e capacità.
Per questo occorre
riprendere quel percorso di riorganizzazione e rinnovamento interrotto con
l’Assemblea del dicembre 2023: maggiore collegialità, responsabilità condivise,
valorizzazione delle competenze e della meritocrazia, contrasto ai favoritismi
e coinvolgimento delle diverse sensibilità del Movimento.
L’interruzione di
quel percorso si è rivelata una scelta profondamente sbagliata. Da allora la
Lega ha progressivamente perso capacità progettuale e ha attraversato una fase
segnata da tensioni ed episodi controversi che ne hanno inevitabilmente
condizionato l’immagine.
Ma oggi non serve
recriminare. Serve ripartire.
La Lega deve
ritrovare l’equilibrio tra la sua «pancia», quella straordinaria capacità di
ascoltare e parlare alla gente, e la sua «testa», indispensabile per un
movimento che vuole governare. Al radicamento popolare devono affiancarsi
organizzazione, metodo, competenza e una visione comune.
Occorre rafforzare
una struttura collegiale al fianco del Coordinatore, Daniele Picaluga, e
soprattutto rilanciare le Sezioni, vero cuore del Movimento: luoghi nei quali
si ascoltano i cittadini, si formano gli amministratori e si costruisce il
ricambio generazionale.
Il futuro della
Lega non nascerà nei corridoi del potere, ma nei Comuni, nelle piazze, tra i
militanti e accanto alle persone che ogni giorno dedicano tempo, energie e
passione al Movimento.
Persino la
prospettiva di ritrovarsi fra poco con un solo rappresentante in Consiglio di
Stato, pur nel profondo dispiacere per le vicissitudini personali, potrebbe
trasformarsi in un’opportunità: quella di recuperare pienamente lo spirito di
Movimento e rilanciare una progettualità politica più libera.
Non serve tornare
indietro. Serve ritrovare l’anima con cui la Lega è nata e darle una nuova
forza per il futuro. Giuliano Bignasca ha dato vita al Movimento e ne ha
segnato profondamente la storia; oggi spetta a noi dimostrare che quell’idea
può vivere oltre il suo fondatore, rinnovandosi senza perdere la propria
identità.
È questo l’augurio
che rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore la Lega e al nostro amato Cantone.
Piergiuseppe
Vescovi, Già Segretario operativo del Movimento

