Roberto Caruso
La Pepa Tencia: la politica non aspetta i giudici
Red. Online
03.08.2026 09:56

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Nella Svizzera
tedesca lo chiamano Schwarzer Peter. Da noi, la Pepa Tencia. Nomi diversi per
lo stesso gioco. Alla fine rimane una sola carta. Perde chi se la ritrova in
mano quando la partita finisce. Fino a quel momento,
però, il gioco è fatto di sguardi. Si osservano le carte degli altri. Si cerca
quella che pesa di più. E soprattutto la si passa. In questi giorni
caldi, nella politica ticinese, la Pepa Tencia continua a passare di mano. Ma
prima ancora di chiedersi a chi resterà l'ultima carta, vale la pena
interrogarsi sul gioco che stiamo guardando.
All'inizio si
discutono i fatti. Poi le responsabilità. Infine arrivano le autodifese. C'è
chi restringe ciò che sapeva. Chi amplia ciò che ignorava. Chi esibisce la
propria correttezza. Tutti mostrano le proprie carte. Quasi nessuno parla delle
regole del gioco. Eppure è lì che si
decide la partita.
La Pepa Tencia non
dipende dai giocatori. Sono le regole a stabilire, fin dall'inizio, quale carta
sia diversa dalle altre. Anche una democrazia
funziona così. Non perché tutti si comportino sempre correttamente. Ma perché
tutti riconoscono quali regole non possono essere ignorate. I giudici accertano
i reati. La politica
custodisce la fiducia.
Quando la
responsabilità politica aspetta quella penale, la politica rinuncia al proprio
compito. Quando tutto viene ricondotto alla domanda «è stato commesso un
reato?», la soglia della responsabilità si restringe fino quasi a scomparire. E
con essa si indebolisce la fiducia nelle istituzioni. La domanda decisiva
non è chi sapesse. È quando una prassi smette di essere semplicemente abituale
e diventa incompatibile con la funzione pubblica. È questa la domanda
che una democrazia non può permettersi di eludere. Continuiamo invece a
discutere delle carte dei giocatori. Di chi sapesse. Di chi non sapesse. Di chi
abbia parlato prima o dopo. Di chi debba tenere in mano l'ultima carta. Sono domande
legittime. Ma vengono dopo.
Prima vengono le
regole. Perché sono loro a dire quale carta sia diversa dalle altre. Nella Pepa Tencia
perde chi rimane con l'ultima carta. Una democrazia non perde quando qualcuno
lascia il tavolo. Perde quando tutte le carte sembrano uguali.

