Moreno Colombo
LA POSTA: CENTRO DI SVILUPPO IT IN PORTOGALLO (120 impieghi), ANCHE NO!
Redazione
14.09.2022 13:19

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Chi vi scrive non ha mai “digerito” il passaggio delle regie
federali alla forma della società anonima, seppure, l’intera proprietà sia
rimasta della Confederazione. La popolazione – saggiamente - dovrebbe
analizzare cosa è successo dal 2010 ad
oggi e, forse, per iniziativa popolare, chiedere il ritorno alle origini. Infatti, seppure, si sia cercato, grazie all’intervento dei
Municipi locali e di privati cittadini (agenzie postali), di rimanere vicini
alla popolazione, il servizio è andato peggiorando di anno in anno.
Contesto nel modo più assoluto la volontà de La Posta di
delocalizzare tramite “centro di sviluppo IT” in Portogallo (Lisbona) dove
assumerà - sul medio termine - fino a 120 collaboratrice e collaboratori
informatici (profili qualificati).
Ora le università Svizzere, tra cui anche l’USI di Lugano,
forma annualmente informatici e lo stipendio per un ingegnere informatico è di
tutto rispetto e permette di vivere dignitosamente e di creare e di sostenere
una famiglia (si vuole risparmiare sugli stipendi?). La prevista scelta è da
considerarsi scellerata e irrispettosa della popolazione Svizzera che, con
sacrifici importanti, permette ai loro figli di formarsi. Il Consiglio Federale
deve intervenire immediatamente in difesa del mercato del lavoro della propria
popolazione.
Anche l’art. 22 lett. b) della Legge sulle Poste prevede che
la Commissione delle Poste debba verificare che le condizioni di lavoro del
settore (questo vale per il personale in carica ma anche per le future leve).
Ritengo che anche i Sindacati debbano intervenire con
fermezza e al più presto su questa prevista delocalizzazione altrimenti mi
chiedo quale sia il loro compito! Il Governo federale ed il Parlamento fermino immediatamente
questa inopportuna scelta e si dia la priorità di meglio difendere il mercato
del lavoro interno in ogni occasione!
Moreno Colombo

