Partito Comunista
La Posta ora si mette pure a delocalizzare posti di lavoro nell’UE?
Redazione
14.09.2022 07:21

Foto: ©Chiara Zocchetti
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L’ex-regia federale della
Posta dopo aver smantellato gli uffici postali e aver drasticamente indebolito
e peggiorato la qualità del servizio pubblico nel nostro Paese, ora apre una
società affiliata in Portogallo per esternalizzare parte del servizio
informatico. Il motivo sarebbe la carenza di personale qualificato in Svizzera.
Il Partito Comunista
contesta questa prassi di delocalizzazione nell’UE di impieghi ad alto valore
aggiunto ed esige dal Consiglio federale che intervenga sui manager
“svendipatria” che (anche con la tessera socialdemocratica) controllano la
Posta: è inaccettabile che un’azienda che - nonostante tutto - resta pubblica,
si metta ora a esternalizzare posti di lavoro, per di più all’estero, mettendo
di fatto in concorrenza fra loro i lavoratori.
Risulta ben poco credibile
che le università svizzere non siano nelle condizioni di formare degli
informatici e, anche se ciò fosse vero, un’azienda di servizio pubblico
anticipa queste carenze investendo nella formazione: troppo facile
esternalizzare nell’UE indebolendo così il nostro mercato del lavoro! I manager
di un’azienda che resta di proprietà della Confederazione devono agire non come
se ne fossero i padroni, ma nel solo interesse dell’economia nazionale e dunque
della collettività! Se non ottemperano questo mandato, vanno sostituiti!
Il Partito Comunista
invita da ultimo anche i sindacati a evitare troppa accondiscendenza verso
queste prassi manageriali vergognose che costituiscono un precedente pericoloso
per la stessa tenuta della contrattazione sindacale e che saranno usate come
scusa per delocalizzare altre aziende a svantaggio del tessuto economico
svizzero. Occorre finalmente tornare a tematizzare il ripristino della regia
federale della Posta!

