Christian Fini
La tassa invisibile
Redazione
12.06.2026 13:04

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Si
parla spesso di premi di cassa malati, costo della vita, imposte e tasse. Temi
importanti che incidono direttamente sul benessere delle famiglie e delle
imprese. Esiste però un costo di cui si discute molto meno e che,
silenziosamente, pesa ogni giorno sulla qualità di vita dei cittadini, che non
compare su alcuna fattura e che non viene contabilizzato in nessun bilancio
familiare. Una «tassa invisibile» che paghiamo tutti. La tassa del tempo perso.
Tempo perso nel traffico, negli spostamenti. Tempo perso in attese, ritardi e
inefficienze del trasporto pubblico che sottraggono ore preziose alla nostra
vita. Per molti cittadini il problema non è soltanto quanto denaro rimane a
fine mese, ma anche quanto tempo rimane a fine giornata.
Ogni minuto trascorso inutilmente in coda è un minuto sottratto alla famiglia, al
lavoro, alla formazione, allo sport, al volontariato o al semplice diritto di
godersi il proprio tempo libero. Eppure, mentre misuriamo con precisione il Prodotto
interno lordo (PIL), l'occupazione, la crescita economica e molti altri
indicatori, raramente ci chiediamo quale sia il costo collettivo di questa
variabile.
Quante ore vengono sottratte ogni anno ai ticinesi dalla congestione del
traffico? Quanto incidono gli spostamenti obbligati sulla vita delle famiglie?
Quanto tempo assorbono procedure che potrebbero essere semplificate grazie ad
una migliore organizzazione dei servizi? Tutte domande lecite che meritano una
risposta.
Per questo ritengo che il Governo ticinese dovrebbe avviare una riflessione su
come monitorare e quantificare il tempo che viene sottratto ai cittadini nella
loro quotidianità. Perché ciò che si misura può essere migliorato. Ciò che non
si misura rischia invece di essere ignorato. Non si tratta di creare nuovi
uffici o nuova burocrazia. Si tratta di dotarsi di uno strumento capace di
valutare l'impatto concreto delle decisioni pubbliche sulla qualità della vita
delle persone.
Di conseguenza un'altra riflessione merita di essere aperta. Se il Cantone non
riesce a migliorare in modo significativo le condizioni strutturali che
incidono sulla qualità di vita dei cittadini, allora dovrebbe interrogarsi su
come restituire almeno parte di questo costo sopportato quotidianamente dalla
popolazione. Una possibile strada potrebbe essere quella di prevedere, laddove
le finanze pubbliche lo consentano, ulteriori misure di alleggerimento fiscale
a favore di famiglie e ceto medio.
Una politica moderna non dovrebbe limitarsi a chiedersi come far crescere il
Ticino, ma anche come restituire tempo ai suoi cittadini. Perché il benessere
non dipende soltanto dal reddito. Il vero indicatore del successo di un
territorio non è soltanto quanto produce, ma quanto tempo riesce a restituire
alle persone. Il tempo è la risorsa più preziosa che possediamo. Ed è anche
l'unica che non possiamo recuperare.
Christian
Fini - presidente
LEA - Associazione d’area del PLRT

