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LEA rilancia il Codice etico per il Governo ticinese
Redazione
26.07.2026 16:33

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Le recenti e
preoccupanti vicende che hanno interessato il Consiglio di Stato ripropongono
con forza una riflessione che LEA aveva già avanzato lo scorso anno: la
necessità di dotare il Governo ticinese di un vero Codice etico a tutela
dell'integrità delle istituzioni.
La nostra
proposta, come già anticipato con presa di posizione scritta lo scorso anno, si
basa sul principio che la credibilità delle istituzioni debba fondarsi su
regole chiare, trasparenti e condivise, valide per tutti e indipendenti dalle
circostanze.
Chi ricopre le
più alte cariche dello Stato esercita una funzione che richiede non solo il
rispetto della legge, ma anche comportamenti coerenti con il ruolo e con la
fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni. Proprio per questo
riteniamo che sia giunto il momento di riprendere quella proposta e tradurla in
un provvedimento concreto.
Un Codice etico
dovrebbe definire principi di integrità, imparzialità, responsabilità e
trasparenza, prevedendo anche modalità chiare per affrontare situazioni che
possano compromettere la credibilità del Governo o generare conflitti con il
decoro della funzione pubblica.
«Le crisi
passano, ma le istituzioni restano. Rafforzarle significa dotarle di strumenti
capaci di prevenire situazioni che rischiano di incrinare il rapporto di
fiducia tra cittadini e Stato. Chi sbaglia deve assumersi le proprie
responsabilità, anche l’autosospensione e le dimissioni. Il ruolo lo richiede», commenta il presidente LEA Christian Fini.
Per questo motivo
l’associazione invita il Gran Consiglio, il Consiglio di Stato e tutte le forze
politiche ad aprire un confronto costruttivo su questa proposta, nell'interesse
delle istituzioni ticinesi e della loro credibilità.
Libertà,
Energia, Ambiente (LEA), Associazione d’area del PLRT

