Guido Sassi
Lugano non è un luna park
Redazione
24.08.2026 17:50

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Lugano
sta diventando una città sempre più disordinata, dove sembra mancare una vera
visione. Di fronte a ogni esigenza, la risposta pare essere l’organizzazione
continua di manifestazioni, mercatini e iniziative di street food, senza una
valutazione seria del loro impatto sulla qualità degli spazi pubblici e sulla
vita dei residenti.
Gli
esempi sono evidenti: Lugano Marittima, il Parco Ciani e, ora, anche il
lungolago. Luoghi che dovrebbero essere valorizzati, curati e rispettati
vengono occupati ripetutamente da bancarelle, mercatini di bricolage e
iniziative di ogni tipo. Ma qual è il progetto complessivo? Organizzare un
evento dopo l’altro non significa automaticamente fare cultura, creare valore o
migliorare la città.
A
questo si aggiunge una crescente sensazione di insicurezza e di disordine,
soprattutto in alcune zone e in determinati momenti. Il problema non riguarda
etichette o categorie di giovani, ma comportamenti concreti: mancanza di
rispetto, rumori, danneggiamenti, atteggiamenti aggressivi e scarsa attenzione
alle regole della convivenza. Su questi fenomeni non servono generalizzazioni,
ma prevenzione, educazione, presenza sul territorio e controlli efficaci.
Le
conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: maggiore degrado, perdita di decoro,
disagi per i residenti e un progressivo impoverimento dell’identità cittadina.
Lugano possiede un patrimonio straordinario e un lungolago che dovrebbe essere
il suo biglietto da visita. Trasformarlo in un bazar permanente rischia invece
di comprometterne la qualità e l’immagine.
Gli
eventi possono essere utili e piacevoli, ma devono essere scelti con criterio,
distribuiti in modo equilibrato e inseriti in una strategia chiara. Non possono
essere organizzati semplicemente per riempire il calendario. Una città non si
misura dal numero di manifestazioni che riesce a proporre, ma dalla qualità
della vita che garantisce ai suoi cittadini: ordine, decoro, manutenzione,
rispetto delle regole e cura degli spazi pubblici.
È
quindi il momento di smettere di confondere animazione con cultura e quantità
di eventi con qualità della città. Lugano ha bisogno di una politica più seria
e lungimirante: meno iniziative improvvisate, più ordine, più regole, più
manutenzione e maggiore rispetto per cittadini, residenti e territorio.
Lugano
non deve diventare un luna park. Deve tornare a essere una città curata,
vivibile e capace di valorizzare davvero la propria identità.
Guido
Sassi

