Piero Marchesi
No a una seconda cassa malati per i denti
Redazione
11.06.2026 16:28

Foto: ©Chiara Zocchetti
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L’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie può
sembrare attraente, ma nella sostanza propone qualcosa che molti cittadini
conoscono già fin troppo bene: la creazione di una seconda “cassa malati”, questa
volta per i denti.
Oggi il sistema odontoiatrico funziona con logiche
semplici: chi può, paga; chi è in difficoltà, viene aiutato in modo mirato
attraverso strumenti come assistenza sociale e prestazioni complementari. Non è
un sistema perfetto, ma è efficiente e sostenibile. L’iniziativa cambierebbe
radicalmente questo equilibrio.
Con un’assicurazione obbligatoria si introdurrebbe un
meccanismo simile alla LAMal: contributi obbligatori, burocrazia, controlli e
inevitabilmente costi in crescita. Basta guardare all’esperienza della sanità
generale: ogni nuovo sistema assicurativo tende ad espandersi, con premi e
oneri che aumentano nel tempo. Non c’è motivo di pensare che per i denti
andrebbe diversamente.
Il finanziamento avverrebbe tramite un prelievo sui salari
e contributi dei datori di lavoro, oltre a risorse pubbliche. In pratica, tutti
pagherebbero di più, indipendentemente dal fatto di avere o meno bisogno di
cure dentarie. È un cambiamento importante: si passa da una responsabilità
individuale con aiuti mirati a un sistema generalizzato che distribuisce i
costi su tutta la popolazione.
Il rischio è chiaro: una nuova “cassa denti” con premi e
contributi obbligatori, che nel tempo crescono e diventano un ulteriore peso
per famiglie e imprese. E come già avviene nella LAMal, non tutto sarebbe
coperto. Una parte delle cure resterebbe comunque a carico del paziente,
creando frustrazione e doppio pagamento.
Inoltre, più sistema significa anche più burocrazia.
Procedure, verifiche, limitazioni: elementi che aumentano i costi senza
migliorare concretamente l’accesso alle cure. Alla fine, una quota importante
delle risorse finirebbe nell’amministrazione, non nella cura dei pazienti.
Non si tratta di negare il problema di chi fatica a pagare.
Ma la risposta non è costruire una seconda cassa malati. È piuttosto rafforzare
gli strumenti già esistenti, mirati ed efficaci.
Creare una nuova LAMal per i denti significa aumentare i
costi per tutti, senza garantire benefici reali. E questo è un rischio che il
nostro Cantone non può permettersi.
Piero Marchesi, Consigliere nazionale e
Presidente cantonale UDC

