Matteo Buzzi
No ad una ingannevole e iniqua neutralizzazione delle stime
Red. Online
08.06.2026 23:39

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Questo fine settimana voteremo sull'iniziativa popolare «Sì
alla neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima». A prima vista, il
titolo suona rassicurante per tutti i proprietari immobiliari, in particolare
quelli modesti. Ma un'analisi attenta del testo rivela un'iniziativa
sorprendentemente ingannevole. Il problema di fondo è reale: in Ticino, la distanza tra i
valori immobiliari reali e quelli di stima ufficiali è scandalosamente ampia —
oltre il 130% di differenza. Chi possiede 100.000 franchi in banca paga le
imposte su quella cifra intera; chi possiede un immobile di pari valore di
mercato lo vede stimato ufficialmente a soli 40.000 franchi, godendo di un
privilegio fiscale e sociale difficilmente giustificabile in uno Stato di
diritto. Questo squilibrio viola il principio di parità di trattamento tra contribuenti
e va corretto.
Un regalo silenzioso ai più ricchi
Ed è qui che l'iniziativa fallisce clamorosamente. Il testo
proposto non garantisce affatto la neutralizzazione fiscale promessa nel
titolo. In altre parole: l'iniziativa impone una procedura, non un risultato.
Ammesso che la neutralizzazione sia tecnicamente e giuridicamente possibile, la
conseguenza sarebbe un colossale sgravio fiscale sui grandi patrimoni siano
essi mobili o immobili. Poiché il diritto fiscale svizzero non permette di
applicare aliquote diverse a seconda che la sostanza sia mobiliare o immobiliare
— il principio di uguaglianza di trattamento vale per tutti — qualsiasi
correzione delle aliquote pensata per attenuare l'impatto dell'aggiornamento
delle stime immobiliari si rifletterebbe inevitabilmente sull'intera sostanza.
Abbassare le aliquote per alleggerire il carico sui proprietari di immobili
significa quindi alleggerirlo in egual misura anche per chi detiene grandi
fortune mobiliari: conti bancari, titoli, partecipazioni societarie. In
definitiva, chi trarrebbe il vantaggio maggiore da questa operazione non
sarebbe il piccolo proprietario di casa, ma i grandi patrimoni finanziari, che
si vedrebbero accordare uno sconto fiscale del tutto ingiustificato. Un
paradosso che trasforma un'iniziativa presentata come difesa della prima
piccola casa in un regalo silenzioso ai più ricchi.
Va sottolineato che una via alternativa ci sarebbe, come
proposto nel piano finanziario dei Verdi con un pacchetto di atti parlamentari
in Gran Consiglio. Nel quadro di una futura revisione delle stime, andranno
introdotte in parallelo modifiche mirate della franchigia sulla sostanza esente
d’imposta e delle aliquote inferiori per le sostanze basse (aumentando invece
le aliquote alte e inserendo ulteriori classi verso l'alto), e di quelle leggi
legate alla sostanza che possono influenzare l’erogazione di sussidi. Questa
alternativa andrebbe chiaramente a favorire il ceto medio che ha un immobile o
un appartamento, senza fare inutili regali ai grandi patrimoni. Per evitare la fregatura votiamo un chiaro no a questa subdola
iniziativa.
Matteo Buzzi, deputato Verdi in Gran Consiglio, Locarno

