Maddalena Ermotti-Lepori
No all'iniziativa 10 milioni
Red. Online
08.06.2026 17:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
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L'iniziativa 10 milioni è proposta da un partito che vorrebbe farsi
paladino della sostenibilità, eppure ha sempre bocciato le misure per
proteggere l’ambiente, per combattere la speculazione edilizia e la cementificazione,
per sostenere i trasporti pubblici, ma anche per rafforzare le assicurazioni
sociali. Ricordiamocene! Ma vi sono anche altri motivi per combattere questa insidiosa iniziativa.
1. Il
contesto: nel 2025 l’immigrazione netta nella popolazione residente permanente
straniera è calata del 10,5 per cento rispetto all’anno precedente,
attestandosi a 74.675 persone. La maggioranza dei nuovi arrivati è venuta
in Svizzera per lavoro. L’immigrazione di cittadini di Stati UE/AELS ha
rappresentato il 73,1 per cento dell’immigrazione totale (il 15% dall'Italia,
il 14% dalla Germania e l'11% dal Portogallo), mentre quella per asilo rappresenta
una piccola minoranza dell’immigrazione totale. E se è ovvio che gli asilanti, arrivati
da paesi in guerra, attraverso difficili percorsi, possono porre problemi di
integrazione, è proprio l’UDC a combattere tutte le misure in tal senso.
2. Il problema demografico: siamo una
Svizzera che invecchia, stiamo cominciando a chiudere scuole e abbiamo
sempre meno bambini e giovani. Grazie all’apporto dell’immigrazione, il
nostro paese è «un po’meno vecchio»: poiché le persone immigrate sono in
media più giovani rispetto alla popolazione svizzera complessiva, esse contribuiscono
in modo significativo a frenare l'invecchiamento della popolazione totale
e a stabilizzare la percentuale della popolazione attiva, garantendo così
il funzionamento delle nostre assicurazioni sociali.
3. In grande maggioranza, gli immigrati
sono persone che lavorano. Secondo l’iniziativa, superati i 10 milioni di
abitanti, essi non potranno più portare famiglia: vogliamo tornare ai
«bambini nell’armadio»? Limitare il ricongiungimento familiare va contro i
diritti umani.
4. Se superassimo i 10 milioni, poi, la
Svizzera dovrebbe denunciare gli accordi internazionali (quello sulla
libera circolazione, ma anche gli accordi di Schengen e di Dublino), con
grave pregiudizio per la nostra sicurezza.
5. L’iniziativa creerebbe problemi nei
settori della sanità, dell’assistenza, delle infrastrutture, dei servizi
pubblici. Ma anche il settore industriale delocalizzerà all’estero.
6. In Ticino, finiremmo con l’avere meno
residenti e più frontalieri, è questo che vogliamo?

