Rocco Canevascini
“No all’iniziativa contro l’allevamento intensivo”
Redazione
18.09.2022 11:50

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Il prossimo 25 settembre saremo chiamati ad esprimerci su
diversi oggetti in votazione a livello federale, tra i quali figura la cosiddetta
iniziativa contro l’allevamento intensivo. Obiettivo di questa iniziativa è
proteggere e tutelare gli animali da reddito e vietarne l’allevamento
intensivo, così come vietare l’importazione di animali o di prodotti animali
derivanti appunto da un allevamento intensivo che non rispetta le normative
BioSuisse 2018.
Il Consiglio Federale e il Parlamento non a caso respingono
con forza questa iniziativa. Solamente riflettendo sulla definizione di
“allevamento intensivo” data dagli iniziativisti ci si rende conto che questa
iniziativa è inutile. Essi infatti definiscono l’allevamento intensivo come un
«allevamento industriale finalizzato alla produzione più efficiente possibile
di prodotti animali, nell’ambito del quale il benessere degli animali è leso
sistematicamente». Il punto è però che questa tipologia di allevamento è già
vietata dalla Costituzione Federale. Infatti le nostre leggi proteggono già la
dignità ei il benessere di ogni singolo animale d’allevamento e delineano
chiaramente i limiti dell’allevamento industriale, vietando già da tempo
l’allevamento intensivo come gli iniziativisti lo definiscono.
Le nostre leggi sono tra le più severe a livello mondiale.
Per quanto riguarda il divieto di importazioni di prodotti o alimenti derivanti
dall’allevamento intensivo voluto dagli iniziativisti, esso è difficilmente
applicabile, poiché significherebbe fare dei controlli laddove non sono le
nostre leggi e le nostre direttive sull’allevamento a vigere. In aggiunta, un
divieto commerciale come proposto dagli iniziativisti violerebbe degli accordi
di libero scambio con l’Europa. In ultima analisi, se anche tutto ciò fosse
realtà, verremmo confrontati con un ulteriore aumento dei prezzi delle derrate
alimentari. Nell’attuale situazione inflazionistica e con un franco sempre più
forte, la spesa per ogni famiglia risulterebbe molto più cara. Secondo i
Giovani Contadini Ticinesi, il repentino aumento dei prezzi del prodotto finale
come pure le ancor più restrittive imposizioni nell’allevamento avrebbero
conseguenze anche sugli allevatori del nostro piccolo cantone e non solo sulle
grandi industrie, come invece sostenuto dagli iniziativisti.
L’aumento dei prezzi comporterebbe verosimilmente una
maggiore importazione e vendita dei prodotti esteri a scapito dei prodotti a
chilometro zero e una conseguente rendita inferiore per gli allevatori che
grazie alla loro attività di allevamento sul nostro territorio hanno un ruolo
faro nel preservare il paesaggio e la biodiversità. Per tutte le ragioni
sopraelencate vi invito a votare NO all’iniziativa contro l’allevamento
intensivo.
Per i Giovano UDC Ticino, il vicepresidente Rocco
Canevascini

