Lorenzo Onderka
Più che un Codice etico, servono candidati all'altezza
Red. Online
28.07.2026 14:03

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Le recenti vicende che hanno coinvolto il Consiglio di Stato hanno
inevitabilmente riaperto il dibattito sulla credibilità delle nostre
istituzioni. In questo contesto, LEA ha rilanciato la proposta di introdurre un
Codice etico per i membri del Governo ticinese. L'intento è certamente condivisibile: preservare la fiducia dei
cittadini nelle istituzioni è un obiettivo che dovrebbe unire tutte le forze
politiche. Mi chiedo però se un nuovo codice rappresenti davvero la risposta
più efficace. Nel mondo dell'impresa, soprattutto nei gruppi internazionali che
operano in contesti complessi, i codici etici sono strumenti importanti.
Servono a fissare principi comuni in realtà molto diverse tra loro e a
prevenire comportamenti contrari ai diritti fondamentali, come lo sfruttamento
del lavoro minorile o altre pratiche incompatibili con gli standard
internazionali.
La politica cantonale, però, è una realtà diversa. Chi si candida a governare il Ticino dovrebbe arrivare a quell'incarico
con un patrimonio personale di integrità, equilibrio, senso delle istituzioni,
radicamento nel territorio e autentico spirito di servizio già ampiamente
dimostrato. Queste qualità non dovrebbero essere affidate a un codice scritto,
ma costituire il primo criterio di selezione adottato dai partiti. La responsabilità politica, infatti, non inizia il giorno dell'elezione.
Inizia molto prima, quando un partito decide chi proporre ai cittadini. È in
quel momento che si tutela davvero la credibilità delle istituzioni.
Negli ultimi anni la politica ticinese ha conosciuto più di una vicenda
che ha messo in discussione la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Sarebbe
riduttivo attribuire ogni responsabilità ai singoli protagonisti. È altrettanto
legittimo domandarsi se i partiti abbiano sempre dedicato sufficiente
attenzione alla selezione della propria classe dirigente, privilegiando persone
che, oltre alle competenze politiche, incarnassero quei valori di equilibrio,
responsabilità e senso dello Stato che il ruolo richiede.
Le elezioni cantonali dell'aprile 2027 rappresentano un'occasione
preziosa per tutte le forze politiche. Più che discutere di nuovi codici etici,
potrebbero interrogarsi sulla qualità delle persone che intendono proporre ai
cittadini. Competenza, equilibrio, integrità, radicamento nel territorio e
spirito di servizio dovrebbero tornare a essere i criteri guida nella
costruzione delle liste. Le istituzioni non diventano credibili grazie a un regolamento.
Diventano credibili quando chi le rappresenta ha già dimostrato, prima
dell'elezione, di meritare la fiducia dei cittadini.
Lorenzo
Onderka, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

