Giovanna Pedroni e Luca Taglialatela
Prima che i cittadini lascino la platea
Redazione
28.08.2026 20:00

Foto: © Gabriele Putzu
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Cambiano i protagonisti, cambiano le vicende, ma il
copione sembra rimanere ostinatamente lo stesso. Anche quest’estate, la scena
politica ticinese è stata occupata da vicende che hanno conquistato le prime
pagine e incrinato ulteriormente la fiducia dei cittadini.
Ancora una volta, il nostro Cantone si è congelato. I
problemi reali della popolazione, pressione salariale, aumento dei costi della
salute e della vita, sembrano essere stati nuovamente messi da parte, perché al
loro posto sono subentrati svariati scandali.
Non abbiamo intenzione di soffermarci sui dettagli delle
vicende, poiché molto è stato detto. Riteniamo però importante osservare la
situazione nella sua totalità. Appare un Cantone statico, quasi sospeso, che,
per l’ennesima volta concentra le proprie energie, attenzione e il dibattito
pubblico su fatti che mettono in discussione la credibilità delle sue
istituzioni, mentre i problemi quotidiani della popolazione continuano ad
attendere risposte concrete. Cambiano gli attori al centro della scena, mentre
i cittadini continuano a essere trattati come comparse. Eppure,
in una democrazia, dovrebbero essere loro i protagonisti.
Il già fragile rapporto tra Stato e cittadini viene così
messo ancora una volta alla prova. Non ci si dovrebbe poi sorprendere del crescente
malcontento generale, della disillusione e dell’astensionismo. Sarebbe bello se
vicende simili riuscissero a riempire le persone di voglia di fare, di
partecipare e, soprattutto, di cambiare ciò che ci circonda, ma servono energie
immense ed è comprensibile quanto sia difficile trovarle quando la fiducia
viene logorata un pezzo alla volta. Ognuno reagisce a modo proprio. C’è chi
trasforma la delusione in impegno e chi, dopo troppe promesse tradite e esempi
da non seguire, sceglie di allontanarsi. Proprio questo dovrebbe preoccupare
maggiormente la politica, perché una democrazia vive della partecipazione di
cittadini liberi, responsabili e consapevoli, non della loro rassegnazione.
È urgente che la politica torni, dopo lunghe ferie, a
occuparsi dei problemi della gente e, insieme, si sforzi di ricostruire la
fiducia tra Stato e cittadini.
La fiducia è la base del futuro che noi giovani intendiamo
costruire per il nostro Cantone. Senza fiducia le istituzioni non rappresentano
veramente la comunità e lo Stato perde la consapevolezza necessaria per
svolgere bene il proprio compito.
È quindi tempo che la politica cambi copione, prima che
siano i cittadini ad abbandonare definitivamente la platea, soprattutto con le
nuove generazioni che assistono da tempo a riflettori puntati su attori che
dimenticano troppo spesso l’importanza del loro ruolo.
Giovanna Pedroni, Presidente Giovani del Centro Ticino
Luca Taglialatela, Vicepresidente Giovani del Centro Ticino

