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Quando chiedi "che ore sono?" e la risposta è "fa bel tempo"
Redazione
23.09.2022 17:37

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Non
siamo purtroppo in grado di applicare il galileiano "eppur si muove"
per caratterizzare le azioni recenti del Dipartimento del territorio (DT).
Nel
comunicato del 9 settembre il DT ha riferito di un incontro avvenuto con un
rappresentante dell'UFAM in merito all'aggravarsi della situazione sul fronte
lupo in Ticino. Una delle beffe più sconcertanti che rileviamo in questo
comunicato è la conclusione riferita dall'UFAM sul fantomatico branco
dell'Onsernone, che non potrebbe essere oggetto di regolazione preventiva per
la mancata riproduzione nell'anno corrente. Nelle nostre lettere al Consiglio di
Stato e alla Direttrice del
DATEC avevamo
segnalato che non vi è nemmeno prova formale di riproduzione nell'anno
precedente e che per questa ragione il "branco" non potrebbe nemmeno
essere considerato tale, secondo le direttive in vigore, per cui continuiamo a
ritenerlo "fantomatico". Su questo argomento è stato quindi gettato
un beffardo fumogeno. Impressiona
pure la costatazione che questo sia l'unico caso menzionato di possibile
abbattimento. Anche nell'intervista alla RSI il Direttore dell'Ufficio caccia e
pesca (UCP) si è concentrato unicamente su questo aspetto come se fosse l'unico
problema, e tralasciando accuratamente di commentare gli altri casi sospetti di
superamento della soglia di danno critico segnalati nella nostra lettera
inviata al Consiglio di Stato in forma elettronica il 29.08 e consegnata brevi
manu il
31.08.
Anche
se con imperdonabile ritardo, qualcosa si è pur mosso. Dopo le ripetute pressioni da parte delle associazioni
di settore (soprattutto della nostra), l'UCP ha finalmente aggiornato il 9 settembre sul proprio sito
WEB l'elenco ufficiale delle predazioni, elenco che si era arenato allo status
del 18 giugno (!).
Le nostre prime verifiche hanno permesso di costatare che questo aggiornamento
è lacunoso, poiché mancano all'appello almeno due predazioni importanti.
Abbiamo notato anche differenze importanti sul numero di animali predati
rispetto a quanto da noi meticolosamente accertato. Vien da dire "esercizio NON
riuscito".
Una
costatazione particolarmente scoraggiante è che in molti casi di attacchi elencati nel sito, l'indicazione lapidaria è
"animali non adeguatamente protetti". Ci permettiamo di sottolineare
come questa valutazione venga effettuata seduta stante da un singolo
funzionario che non può nemmeno basarsi su una lista ufficiale e standardizzata
delle condizioni da verificare. Per questa ragione la valutazione deve essere
considerata come "soggettiva" e dovrebbe essere impugnabile dai
diretti interessati. Le conseguenze di tale valutazione sono pesanti. Da una
parte il Cantone potrebbe essere tentato di ridurre il risarcimento per i capi
non adeguatamente protetti, e dall'altra i capi predati non possono venire
conteggiati ai fini di una procedura di abbattimento. A nostra conoscenza, i
proprietari degli animali predati non hanno accesso a questo rapporto prima di
ricevere la decisione di risarcimento. Sarà un nostro compito sollecitare gli
uffici competenti affinché questo importante rapporto sia immediatamente reso
noto ai diretti interessati e soggetto a eventuale opposizione.
Dopo
aver esaminato i dati pubblicati nell'elenco, costatiamo comunque che dei nove
casi problematici da noi segnalati, ne rimangono ancora pienamente aperti
almeno cinque. Ad esempio non viene chiarito se il lupo che ha predato a Bosco
Gurin a inizio giugno (e che è ritornato recentemente a predare nella medesima
zona) appartenga effettivamente al "branco transfrontaliero" che
aveva predato a Cerentino. I risultati dell'analisi del DNA di questo esemplare
sono apparentemente noti e questo esemplare ha ampiamente superato la soglia di
danno e potrebbe/dovrebbe essere oggetto di una procedura di abbattimento. Anche il lupo che ha
ripetutamente predato uccidendo almeno 23 capi non proteggibili in valle
Leventina ha ampiamente superato la soglia di danno rilevante e una sua
soppressione dovrebbe essere esaminata. Recentemente vi è stata un’altra
predazione di 15 capi in Verzasca su un alpeggio non proteggibile al confine
con la Val d’Iragna dove un lupo aveva predato 9 ovini lo scorso mese di agosto.
Su questi casi
rimane invece un assordante silenzio. Per la serie: stanno continuando i
tentativi un po' ingenui di minimizzazione e di insabbiamento e le domande
formulate nella nostra lettera consegnata a Bellinzona rimangono ancora
inevase.
Sono
ormai diversi mesi che le nostre richieste vengono trattate in questo modo
oppure che ci viene risposto con argomenti obsoleti o che suscitano altre
domande. Ergo: dal punto di vista pratico non c'è purtroppo "quasi niente
che si muove".
E
invece sarebbe gran tempo di accelerare, visto che dal comunicato del 9
settembre si sono registrati ancora almeno 5 eventi di predazione ed è stata
confermata dopo qualche tentennamento anche la presenza di una coppia con
cucciolata che si aggira in Capriasca. Per la serie: la situazione continua ad
aggravarsi, ma il Cantone NON ha cambiato marcia e le sue modalità di
interazione con gli allevatori e con gli enti che li rappresentano non sono
mutate. Questa incomprensibile mania di rispondere evasivamente a domande precise sta
diventando assolutamente
insopportabile e non fa che fomentare ulteriore apprensione e irritazione nelle
cerchie interessate.
Associazione
per la protezione del territorio dai grandi predatori – sezione Ticino
Armando Donati Sandro
Rusconi
Presidente
vicepresidente

