Sara Demir
Scoraggiamo quello che ci fa male invece di punire le famiglie!
Redazione
18.09.2022 18:03

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Lo sapevate che l’AVS non si finanzia solo con l’IVA o i
contributi di datore di lavoro e assicurati? Esistono altre forme di
finanziamento dell’AVS come le imposte su tabacco, alcol e case da gioco.
Purtroppo però si preferisce proporre una riforma simile a quelle passate dove
sono le famiglie ad essere penalizzate.
La soluzione è aumentare le imposte su tabacco, alcol e case
da gioco e tassare alcuni nuovi prodotti come le sigarette elettroniche. Sono cose
che possono rovinare le famiglie, creano dipendenza, nuocciono alla salute,
causano malattie e provocano un continuo aumento dei premi delle casse malati.
Imposta sul tabacco e le sigarette, imposta sul tabacco
trinciato e da shisa: questi prodotti sono tassati in modo molto diverso.
Le sigarette convenzionali vengono tassate al 58.9% e si potrebbe tassarle
sicuramente ad un’aliquota superiore del 70% come nell’Unione europea; anche l’OMS
suggerisce il rialzo. L’ultima modifica dell’aliquota per le sigarette
convenzionali risale al 2013.
Si potrebbero tassare poi i “nuovi” prodotti, come le sigarette elettroniche
(ENDS) che attualmente non sono soggette ad alcuna imposta e recuperare soldi
per l’AVS: prodotti high-tech pod o pod mod oppure gli happy
puff e puff bar.
Anche le imposte sui sigari e cigarillos sono nettamente più basse rispetto alle
altre.
Bisognerebbe introdurre un’imposta minima su tutti i prodotti contenenti
tabacco e nicotina e aumentare l’aliquota dell’imposta per taluni prodotti.
Imposte sull’alcol: sulle bevande spiritose viene
riscossa un’imposta il cui tasso unico d’imposizione per i distillati indigeni
e importati è di 29 franchi per litro d’alcol puro e il 90% di questa tassa
viene versata alle assicurazioni sociali AVS/AI. Dal 1999 questa tassa non
viene rivista. I cosiddetti alcopop soggiacciono a una tassa speciale di 116
franchi. Queste tasse potrebbero essere riviste prima di toccare le famiglie.
Imposte sui giochi in denaro. La legge sulle case da
gioco prevede che la tassa prelevata sul prodotto lordo dei giochi sia versata
in primo luogo all’AVS. Sul prodotto lordo dei giochi i casinò pagano una tassa
del 40-80%. La tassa sui casinò A confluisce al 100% nelle casse dell’AVS. I
casinò B versano il 60% all’AVS e il 40% al Cantone dove ha sede il casinò.
L’utile netto aziendale (dedotti i costi del personale, ammortamenti, ecc.)
potrebbe venir tassato maggiormente a beneficio dell’AVS.
Se proprio nemmeno con tutti questi aumenti d’imposta il
finanziamento dell’AVS sarà raggiunto, si può rivedere infine la percentuale
delle aliquote dell’IVA e dell’AVS dedotta dal salario lordo e pagata in
maniera paritetica da datore di lavoro e lavoratore.
È scorretto alzare l’età di pensionamento delle donne facendo
credere a chi vota che è l’unica via percorribile quando non lo è. Aumentiamo prima
l’imposta laddove possibile, dove fa male e non si colpiscono subito le famiglie.
Per questo, vi invito caldamente a votare due NO.
Sara Demir Già consigliera comunale di Bellinzona, Delegata sindacato OCST e membro delle Donne del Centro
Sara Demir Già consigliera comunale di Bellinzona, Delegata sindacato OCST e membro delle Donne del Centro

