Lorenzo Quadri
Sì ad una Svizzera neutrale ed indipendente
Redazione
17.08.2026 21:56

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Il prossimo
27 settembre saremo chiamati a votare sull’iniziativa popolare sulla
neutralità.
E’ una
votazione importante, perché in gioco c’è un principio che accompagna la
Svizzera da cinque secoli.
L’iniziativa
chiede di sancire nella Costituzione la neutralità permanente e armata. In
concreto, la Svizzera non dovrebbe partecipare a conflitti militari né imporre
sanzioni economiche contro Paesi belligeranti, salvo quelle decise dal
Consiglio di sicurezza dell’ONU.
La neutralità
non è un accessorio che si mette e si toglie a seconda delle mode del momento.
È parte dell’essenza della Svizzera. Ha preservato il paese da conflitti
sanguinosi. Dopo Marignano, nel 1515, i Confederati abbandonarono la politica
di potenza. Nel 1815 il Congresso di Vienna riconobbe la neutralità permanente
e l’inviolabilità della Svizzera, affermandone l’utilità per l’equilibrio
europeo. Una Svizzera neutrale offre un terreno di dialogo alle parti in
conflitto; dà una chance alla pace.
La neutralità
svolge funzioni essenziali: rafforza la coesione nazionale, ci tiene lontani
dalle guerre, permette rapporti commerciali con il maggior numero possibile di
Paesi e conferisce particolare valore ai buoni uffici elvetici. Un mediatore
credibile deve essere imparziale.
La neutralità
non è affatto una scelta di comodo. Presuppone una schiena dritta. In ogni
conflitto, i belligeranti esercitano pressioni sui neutrali affinché si
schierino. Resistere a queste pressioni è precisamente ciò che significa essere
neutrali.
Ed è proprio
qui che sta il problema della politica bernese. Con la guerra in Ucraina, il
Consiglio federale ha ripreso praticamente con il copia-incolla 20 pacchetti di
sanzioni UE contro la Russia. In questo modo, ha demolito la credibilità della
neutralità svizzera. E intanto la guerra continua.
Nella Berna
federale, tra la partitocrazia va per la maggiore il mantra della «neutralità
flessibile». Si tratta, semplicemente, di un bluff. Non esiste alcuna «neutralità
flessibile». O si è neutrali, o non lo si è.
I contrari
all’iniziativa in votazione sostengono che essa limiterebbe eccessivamente il
margine di manovra del Consiglio federale. Ma è esattamente questo il punto. La
neutralità non deve essere lasciata alla mercé dei governanti del momento.
Della loro incapacità di resistere a pressioni politiche e ricatti morali.
Della loro smania di apparire sui media come schierati dalla parte che viene
dipinta come «giusta». La neutralità è fatta per i cittadini. Non per i
politicanti.
Neutralità e
indipendenza sono due facce della stessa medaglia. Una Svizzera sempre più
inserita nelle strutture politiche e militari dell’UE e della NATO è destinata
a perdere entrambe.
Il 27
settembre votiamo Sì ad una Svizzera neutrale ed indipendente, e no alla
strisciante adesione all’UE ed alla NATO.
Lorenzo
Quadri, Consigliere
nazionale Lega dei
Ticinesi

