Claudia Crivelli Barella
Sì all’iniziativa contro l’allevamento intensivo
Redazione
30.08.2022 08:47

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L’allevamento intensivo, osteggiato anche da molte contadine
e contadini, è un sistema di produzione che trascura le esigenze fondamentali
degli animali. Gruppi di grandi dimensioni sono stipati in uno spazio esiguo e
generalmente non hanno possibilità di uscire all’aperto. Nell’allevamento
intensivo gli animali non sono considerati come esseri viventi, bensì come
semplici prodotti, contrariamente a quanto fanno credere le immagini
pubblicitarie delle lobby lattiere e della carne. In Svizzera, dal secolo
scorso il numero di animali detenuti a scopo industriale è aumentato circa
della metà. Nel 2021 più di 80 milioni di animali sono stati ingrassati e
uccisi. Nel contempo, il numero di aziende agricole è diminuito da circa 70000
a meno di 55000. Oggi vengono detenuti molti più animali per azienda, con
ricadute nefaste sul loro benessere. La situazione attuale indica che la
legislazione sulla protezione degli animali in vigore non basta a impedire
la negligenza del benessere e della dignità degli animali. L’iniziativa è
garante di una agricoltura sostenibile: i prodotti di provenienza animale sono
responsabili dell’85 % delle emissioni di gas a effetto
serra dovuti all’agricoltura. La produzione zootecnica industriale aumenta
inoltre localmente le emissioni di ammoniaca e l’inquinamento fonico. L’iniziativa
contribuisce a rafforzare la salute delle persone e degli animali, siccome le
crescenti resistenze agli antibiotici fanno parte delle grandi sfide
dei nostri tempi. La zootecnia industriale porta a maggiori rischi di malattie,
maggior presenza di germi e un uso smodato di antibiotici e medicine.
L’allevamento intensivo accresce i rischi di pandemie. Si stanno imponendo
viepiù sistemi in cui gli animali nascono, crescono e sono ingrassati in
fattorie diverse. Ogni trasferimento comporta un nuovo rischio di infezione.
Indirettamente la zootecnia industriale comporta rischi sanitari,
favorendo la carne prodotta a buon mercato. Non dimentichiamo che il consumo
eccessivo di prodotti di provenienza animale causa malattie cardiovascolari,
diabete e sovrappeso. Per questi e altri motivi, votiamo sì all’iniziativa
contro l’allevamento intensivo il 25 settembre.
Claudia Crivelli Barella, capogruppo dei Verdi in Gran consiglio

