Roberta Soldati
Tassazione individuale: una violazione del federalismo
Redazione
27.02.2026 08:27

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Probabilmente diversi di voi, hanno già avuto fra le mani la
Costituzione federale, ma forse non tutti l’hanno letta dal primo articolo fino
all’ultimo; tuttavia, il federalismo, pilastro della nostra Nazione, è noto.
Esso si concretizza nel fatto che la Confederazione deve assumere unicamente i
compiti che superano la capacità dei Cantoni o che esigono un disciplinamento
uniforme su tutto il territorio nazionale. Il potere in Svizzera è suddiviso in
tre livelli istituzionali: Confederazione, Cantoni e Comuni, secondo il
principio della sussidiarietà. Questo principio è fondamentale per la coesione
nazionale, poiché promuove la diversità nell’unità. La legge federale sull'imposizione individuale, sulla
quale saremo chiamati ad esprimerci il prossimo 8 marzo, impone ai Cantoni di
adottare questo modello a tutte le coppie sposate anche nel diritto cantonale,
al fine di eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio. Credo che ciò
costituisca un’ingerenza ingiustificata nell’autonomia Cantonale, poiché essi, a
differenza della Confederazione, hanno già apportato dei correttivi nelle
rispettive legislazioni, atti ad eliminare tale discriminazione. Il fatto di
voler imporre l’obbligo di imposizione individuale di tutte le persone,
indipendentemente dal loro stato civile, non deriva da un compito dove i
Cantoni sono particolarmente sollecitati, o perché vi siano delle problematiche
di sorta, bensì da un’incapacità di Berna di risolvere un problema, tutto
sommato semplice. L’intromissione federale comporterà per i Cantoni una
revisione delle rispettive legislazioni fiscali e non solo: tariffe e deduzioni
dovranno essere ridefinite, i sistemi informatici e processi di tassazione
dovranno essere riorganizzati in modo sostanziale e diverse voci, come ad
esempio: le riduzioni dei premi, borse di studio dovranno essere ripensate.
L’introduzione dell’imposizione individuale viene respinta dai Cantoni in modo
deciso. Basti pensare che dal 1874 è la seconda volta che essi ricorrono al
referendum cantonale (la prima nel 2003). Fatto più unico che raro nella storia
della nostra Nazione. Anche a livello Parlamentare, la proposta del Consiglio
federale non ha trovato una base solida: in Consiglio nazionale l’introduzione
di una nuova imposizione individuale per le coppie sposate è passata per un
soffio e in Consiglio degli Stati ha avuto una maggioranza risicata: 22 voti a
favore e 21 contro. Anche la Conferenza dei Governi cantonali l’ha anche
respinta, reputandola una "soluzione sproporzionata" che cela gravi
ripercussioni finanziarie e amministrative. Negli ultimi decenni abbiamo
assistito ad una grande pressione alla centralizzazione dei compiti a livello
federale e il caso concreto, ne è l’ennesima prova. Di conseguenza il prossimo
8 marzo, votiamo un deciso NO per tutelare il federalismo svizzero.
Roberta
Soldati - Deputata
UDC in gran consiglio

