Leandro De Angelis
Transizione energetica? Opportunità economica!
Redazione
10.07.2026 06:54

Foto: Leandro De Angelis, WWF Schweiz
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La canicola ci
attanaglia da quasi due settimane e i prezzi di benzina e diesel minacciano di
ritornare ai prezzi stratosferici che abbiamo vissuto dall’inizio della guerra
in Iran. La situazione potrebbe protrarsi a lungo, mentre la canicola da record
ci ricorda che il cambiamento climatico è una realtà sempre più inquietante.
Per la Svizzera è tempo di reagire e in entrambi i casi si impone una risposta
in campo energetico.
La Svizzera importa
ogni anno energie fossili per 8 miliardi. Questo fiume di denaro oggi defluisce
dai portafogli verso le tasche dei produttori di gas e petrolio, senza lasciare
nulla da noi salvo le polveri fini e il CO2. Completare la transizione
energetica significa arrestare l’emorragia e convertirla in investimenti in
impianti fotovoltaici, batterie, auto elettriche, teleriscaldamento e
termopompe. Certo, i pannelli arrivano dalla Cina, ma una volta installati
producono per 30 anni elettricità che potrà essere consumata o venduta ai
vicini, che la compreranno per ricaricare l’auto e scaldare (o raffreddare) la
casa. Così facendo, i miliardi invece di defluire rimangono in Svizzera,
ripartiti tra guadagni dei produttori, salari dei tecnici e risparmi dei
consumatori. I risparmi derivano dal fatto che le tecnologie locali e pulite
sono quasi sempre più economiche di quelle fossili e importate. Le termopompe
sono più care da installare di una caldaia a gas o gasolio, ma hanno costi
operativi molto minori che le rendono convenienti. Lo stesso vale per le auto
elettriche: una ricarica da 100 km fatta a casa costa 4 franchi, contro i 10-12
di un equivalente pieno di benzina o diesel. E il denaro va al vicino di cosa
con l’impianto solare invece che alla Shell.
Fortunatamente, i tre
principali strumenti per completare la transizione sono tutti a portata di mano.
Primo, è urgente far finalmente passare il Piano Energetico e Climatico
Cantonale, che dopo 2 anni (!) si trova ancora bloccato a Bellinzona. Secondo,
il Gran Consiglio dovrebbe procedere - senza annacquarla - con la revisione
della Legge sull’energia che si trova in commissione, che darebbe un impulso a
termopompe, teleriscaldamento e solare. Terzo, il Consiglio federale dovrebbe, come
proposto dal presidente del PVL Svizzera, introdurre un diritto per i locatari
di ottenere (anche se a spese proprie) dai proprietari di casa l’installazione
di una colonnina di ricarica. Oggi questa può venir rifiutata anche senza
motivi validi, il che esclude migliaia di locatari dai benefici della mobilità
elettrica.
Tutti questo potrebbe
accadere entro fine anno, contribuendo a ridurre le spese energetiche delle
persone e a smettere di fare danni che stiamo cominciando a pagar caro. Serve
solo la volontà politica.
Leandro De Angelis – Presidente PVL
Ticino

