Diego Baratti
UDC in governo: i tempi sono maturi!
Redazione
21.11.2022 09:34

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Giovedì scorso, il comitato
cantonale dell’UDC Ticino riunitosi a Bioggio ha ufficialmente nominato Piero
Marchesi e Paolo Pamini per il Consiglio di Stato. Con queste due valide
candidature, l’UDC ha quindi concretizzato la sua ambizione di voler accedere
in Governo.
Ma perché è oggi più che mai
necessario un esponente democentrista nell’esecutivo cantonale? Sostanzialmente
perché il governo in questi ultimi anni si è un po’ addormentato, o per usare
le parole di Piero Marchesi, è diventato un governo “alla Mulino Bianco”, dove
ogni Consigliere di Stato si limita semplicemente ad approvare quanto proposto
dai singoli dipartimenti dell’altro, in quanto timoroso di vedersi venire
bocciato il proprio dossier qualora dovesse mettere in discussione l’operato di
un altro collega.
E quali sono le conseguenze di
questo modo di agire? In primo luogo, le criticità dei vari progetti del
singolo Consigliere di Stato vengono poi comunque a galla in parlamento o di
fronte al popolo, incassando spesso un sonoro STOP, che si sarebbe però potuto
evitare con una più approfondita discussione critica in Consiglio di Stato. Ne
sono degli esempi il no popolare alla riforma della “Scuola che verrà”, oppure
il famoso decreto per il pareggio di bilancio, osteggiato dal Governo, ma
approvato di larga misura dai ticinesi.
Ma c’è un secondo, e ben più
inquietante problema legato alla politica dipartimentale: ossia la mancanza di
una visione strategica, ideologia e politica a lungo termine per il nostro
Cantone. E devo ammettere, che, come giovane che si appresta a terminare gli
studi in Svizzera Tedesca, la cosa mi preoccupa: come può un cantone che pensa
solo all’oggi, dare una possibilità per i giovani domani? Purtroppo, sempre più
miei coetanei, a malincuore, decidono una volta terminati gli studi, di
rimanere a lavorare oltregottardo. Si possono raccontare tante storielle,
parlando di esperienze utili prima di tornare in Ticino, di mancanza di
attività giovanili o di carenza di opportunità. La verità è una sola: i salari.
Perché una giovane ingegnere neolaureata dovrebbe accontentarsi di lavorare per
2’000 CHF al mese, quando a San Gallo, per lo stesso posto e la stessa mole di
lavoro, ne prenderebbe ben 7’000?
Un Cantone senza giovani è un
cantone destinato a morire. A quel punto la nostra economia imploderà su sé
stessa, e magari lì anche la sinistra e il centro inizieranno ad accorgersi dei
problemi che hanno creato, ma sarà già troppo tardi.
Ecco perché è importante avere
un governo proattivo, lungimirante, con una visione a lungo termine del Cantone
e del ruolo che devono avere i giovani nel rilancio della nostra economia. Ecco
perché, con un governo alla “Mulino Bianco”, i tempi sono ora maturi per un UDC
in governo: per ridare nuova linfa e nuovo slancio al Cantone, portando
finalmente a compimento le tante idee e proposte concrete presentate dall’UDC
negli ultimi anni in parlamento (oltre 70 nella sola ultima legislatura!), ma
dimenticate nel cassetto di un qualche ufficio a Bellinzona.
Diego Baratti, Presidente Giovani UDC, Municipale di Ponte Capriasca

