Adam Barbato - Shoufani
Una piazza per dire no al riarmo e sì alla neutralità!
Redazione
02.06.2026 14:03

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Mentre Berna promuove il costante
innalzamento del budget dell’esercito a discapito di istruzione e sanità, lo
smantellamento del Servizio Civile mediante la relativa modifica di legge e la
distruzione della politica di neutralità con il continuo avvicinamento della
Confederazione ad UE e NATO, una voce di protesta si alza dal Ticino. Il
Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha convocato per
sabato 6 giugno alle 14:00 una manifestazione a Bellinzona con lo slogan “No al
riarmo: soldi alla scuola, non alla guerra!”.
Prima ancora che come militante
politico, ho accolto con entusiasmo l’annuncio della mobilitazione come giovane
e come studente. Trovo semplicemente vergognoso che il nostro Governo abbia
ancora la faccia tosta di parlare di tirate di cinghia per la scuola perché
“mancano i soldi”; quei soldi che, stranamente, per finanziare un esercito già
sovradimensionato ci sono sempre. Parliamo di misure di austerità federali che
prevedono di tagliare 477,3 milioni all’istruzione e alla ricerca per
sacrificarli sull’altare del riarmo!
E perché mai tutta questa voglia di
riarmarsi? Il consigliere federale Martin Pfister, capo del Dipartimento
Federale della Difesa, fa copia-incolla dai comunicati Bruxelles: tutto per la
sicurezza. È con lo stesso
pretesto che l’Unione Europea, con il suo progetto ReArm Europe, sta derubando
i suoi contribuenti di 800 miliardi per rafforzare i vari eserciti del
continente contro la temibile minaccia della Russia. E proprio della Russia e
della sua presunta volontà di espandersi sino a Lisbona ci sarebbe molto da
dire: non erano i giornaloni nostrani a dipingere l’esercito russo come
un’armata Brancaleone che in Ucraina combatteva con le pale? Ora invece si è
trasformato in una minaccia per l’umanità dato che con i suoi (presunti) droni
a momenti arriva persino nel bagno di Palazzo Federale. Su queste ed altre
contraddizioni nella narrazione circolata in Occidente negli ultimi anni ci si
dovrebbero fare diverse domande!
In tutto ciò, il nostro Paese
strizza sempre più l’occhio alla NATO distruggendo la sua neutralità. Un anno
fa l’ex-capo dell’Esercito Thomas Süssli proponeva di mandare 200 soldati
svizzeri in Ucraina come “Peacekeeping” al fianco delle forze NATO, cioè quella
stessa organizzazione che nella sua espansione ad est ha causato lo stesso
conflitto in Ucraina, che continua ad alimentare dall’esterno esecrando la
diplomazia! Ma il cambio della guardia con l’atlantista Benedikt Roos non ha
certo portato ad un cambio di rotta: le esercitazioni congiunte, e gli scambi
in materia bellica si intensificheranno sempre di più!
Invece di
sviluppare una linea di politica estera indipendente e coerente con la
tradizione diplomatica elvetica, in ambito di difesa il nostro Consiglio
Federale sceglie di recepire passivamente le istruzioni da Von der Leyen, così
come lo fece nel 2022 quando adottò le inutili e controproducenti sanzioni UE
contro la Russia e così come vuole fare ora con gli accordi “bilaterali” III
che rischiamo di firmare: una disgrazia per i lavoratori e per i nostri diritti
democratici! Ed è anche contro queste politiche di sottomissione e di svendita
della sovranità nazionale che si mobiliteranno gli studenti, ricordando che
dire no all’UE vuol dire sì al lavoro, dire no alla NATO vuol dire sì alla
Pace!
Adam Barbato - Shoufani, coordinatore della Gioventù Comunista

