Sem Genini
Un’iniziativa tragicomica sull’alimentazione che peggiora sempre più
Redazione
30.07.2026 15:27

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Immaginate di lanciare
un’iniziativa che modifica, tra gli altri, l’art. 104 della Costituzione
aggiungendo che «La Confederazione si adopera affinché il grado di
autoapprovvigionamento netto sia di almeno il 70 per cento. A tale scopo adotta
in particolare misure per promuovere un’alimentazione maggiormente basata su
derrate alimentari di origine vegetale e un’agricoltura e una filiera
alimentare orientate in tal senso.» Esplicitando nelle disposizioni transitorie
che «La legislazione d’esecuzione della Confederazione disciplina in
particolare gli strumenti che consentono di adempiere le nuove prescrizioni […]
entro 10 anni dalla loro adozione. La legge stabilisce degli obiettivi
intermedi in vista del raggiungimento del grado di autoapprovvigionamento
netto.» Poi, all’inizio della campagna per la votazione che sarà alla fine di settembre,
di leggere il materiale di voto e indignarvi perché, a vostro dire, questa
rappresentazione è fuorviante, che il testo non prevede alcun termine di 10
anni e che il 70% è solo ideale. Quindi decidete di fare ricorso in tribunale
esigendo di cambiare il materiale di voto colpevole di fornire una
rappresentazione distorta dell’iniziativa. Questi sono gli sviluppi recenti
dell’iniziativa sull’alimentazione. Non è un inciampo comunicativo in merito a un’iniziativa
considerata eccessiva anche dalle forze politiche più sensibili ai suoi temi,
ma un tentativo raffazzonato di riscriverla dandole una nuova interpretazione.
Non comunicando le proprie ragioni alle cittadine e ai cittadini in vista della
votazione, ma tramite un ricorso. Una scelta disperata e infelice, che cerca di
sostituire il dibattito pubblico a quello in un’aula di tribunale, non da
ultimo per guadagnare tempo.
Su una cosa sono però d’accordo: l’iniziativa sull’alimentazione non è solo
questo, ma addirittura peggio, soprattutto per il settore agricolo elvetico che
si troverebbe a produrre meno e male, e per tutti noi consumatrici e
consumatori svizzeri, a dover rivedere la nostra alimentazione, che ci verrebbe
imposta dall’alto. Di questo nuovo argomento contro l’iniziativa in questione e
sull’approccio di chi c’è dietro, però, avremmo fatto volentieri a meno per
l’ombra che getta sul dibattito democratico che ora passa ai tribunali.
Sem Genini,
segretario agricolo dell’Unione Contadini Ticinesi

