Tamara Merlo
Violenza contro le donne: il milione scompare dal budget
Redazione
31.08.2026 06:45

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Se ne discute da giorni nella Svizzera tedesca e romanda, molto
meno a sud delle Alpi. Eppure la decisione riguarda anche noi. A dicembre,
quasi 500'000 firme avevano salvato un milione di franchi per la prevenzione
della violenza contro le donne. Quel finanziamento ha rafforzato la campagna
nazionale. Nel preventivo 2027, però, è già svanito.
A parole, la direzione è cristallina. La Confederazione riconosce
che la violenza domestica, sessuale e di genere è – e resta – un problema
grave, e che quanto fatto finora non basta. Annuncia una nuova strategia
nazionale, promette di aver rafforzato la prevenzione.
Poi arriva il preventivo. E la coerenza evapora, insieme al
milione.
Nel progetto di budget 2027 presentato dal Consiglio federale, il
milione supplementare destinato alla prevenzione della violenza contro le donne
è semplicemente scomparso. L'Ufficio federale per l'uguaglianza (UFU)
tornerebbe a disporre di soli tre milioni, invece dei quattro che ha avuto
quest'anno. Un vero passo indietro.
Certo, quel milione non era stanziato in modo permanente: il
Parlamento lo aveva aggiunto solo per il 2026, lo scorso dicembre, dopo un
acceso dibattito politico e una mobilitazione popolare straordinaria.
Tecnicamente, dunque, non è un taglio, ma la "semplice" scelta di non
riproporlo. Il risultato, però, resta identico: meno soldi per proteggere le
donne.
Nel frattempo, quei soldi sono serviti eccome. Hanno permesso di
ampliare la campagna nazionale «L'uguaglianza previene la violenza», che dal
giugno scorso mette al centro le vittime, le possibilità di aiuto concreto e il
nuovo numero nazionale 142. Un numero utile solo se dietro ci sono risorse
vere, non solo buoni propositi stampati su un manifesto.
La necessità di intervenire, va detto, non è affatto diminuita. Al
contrario: Confederazione e Cantoni riconoscono che l'aumento della violenza
domestica e dei femminicidi richiede ulteriori provvedimenti, e stanno
lavorando per il 2027 a una nuova strategia nazionale contro la violenza
domestica, sessuale e di genere. Peccato dimenticarsene proprio quando si
scrive il budget.
Ed è qui che il ragionamento fa acqua da tutte le parti: come si
spiega che, mentre si ammette che serve fare di più, si tagliano le risorse per
farlo? Forse qualcuno, in Consiglio federale, crede ancora che la violenza si
prevenga a parole.
La partita, fortunatamente, non è chiusa. Il preventivo dovrà
passare dal Parlamento, e alcune parlamentari hanno già annunciato che
presenteranno proposte per ripristinare il milione mancante.
Lo scorso dicembre, la mobilitazione di centinaia di migliaia di
persone ha convinto il Parlamento. Ma sarebbe paradossale — e stancante, per
chi si batte ogni giorno su questo fronte — dover ricominciare da capo ogni
singolo anno, come se la protezione delle donne fosse una concessione da
rinegoziare stagione dopo stagione, invece di una priorità assodata.
Le priorità politiche non si misurano nei comunicati stampa, ma
nei bilanci. Le belle parole non hanno mai fermato un femminicidio.
Un milione di franchi, nel bilancio della Confederazione, è una
cifra modesta. Ma per la prevenzione della violenza contro le donne può fare la
differenza tra una campagna che salva vite e una che si spegne
nell'indifferenza. Non lasciamo che accada di nuovo.
Tamara Merlo, deputata al Gran Consiglio
Più Donne

