Calcio
Beppe Sannino e l'obiettivo di risollevare il Bellinzona
Redazione
28.03.2025 11:59

Ai microfoni di Ticinonews Sport, il neoallenatore dell'AC Bellinzona Giuseppe Sannino dà una panoramica delle problematiche che affliggono la squadra granata. L'obiettivo dell'ex tecnico del Paradiso è quello di riportare in auge il Bellinzona e trovare soluzioni alle difficoltà sportive.
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il 20 marzo, Giuseppe ‘Beppe’ Sannino è il nuovo allenatore del Bellinzona. L’ex
tecnico del Paradiso coglie l’esperienza granata come una sfida per risollevare
la società dalla situazione difficile: “Allenare in Challenge League e poi una
piazza come Bellinzona penso che sia importante per un allenatore”, sostiene
Sannino. “Nonostante la mia veneranda età, io voglio restare su un campo da
calcio e allenare una squadra con una società e una tradizione importante come
quella di Bellinzona. Io non sono un mago, ma qui tutti devono capire la situazione:
non è facile. C’è bisogno di tutti”, afferma il nuovo tecnico granata.
Cambiare la rotta
Una
situazione, quella di Bellinzona, che vede la squadra terz’ultima in classifica
dopo la penalizzazione dello Sciaffusa. Un ruolino di marcia che rischia di
compromettere la stagione del club, perché lo spauracchio della retrocessione è
dietro l’angolo. Sannino ne è consapevole e avverte i giocatori: “Ora c’è stata
la sentenza dello Sciaffusa, ma io guardo la realtà: i fatti dicono che siamo
ultimi. Dobbiamo giocarci questo minitorneo di tre squadre di cui due restano
in questa categoria e una va giù. Bisogna essere consci e seri e far capire ai
ragazzi della situazione non semplice. Il Bellinzona aveva fatto qualche
risultato, ma era ad inizio campionato. Ora, nelle ultime 17 partite si ha
vinto solo due volte. Questo è un problema serio. Il mio compito è di far
capire qual è la situazione”, dichiara ai microfoni di Ticinonews Sport Beppe
Sannino.
Problemi difensivi e offensivi
“Sono ragazzi
con buone qualità, ma in una situazione del genere devono dare qualcosina in
più”, dice Sannino sulla sua squadra. Organico che ha bisogno un cambio di rotta
sia in termini difensivi che in termini di prolificità sottoporta: “La squadra
non è divisa in compartimenti, è un gruppo solido che si muove sul campo. I
difensori e gli attaccanti devono giocare insieme, dove l’importante è non
prendere gol. Siamo una delle peggiori difese del campionato e uno dei peggiori
attacchi: questi sono i dati. Abbiamo 10 partite per cercare di venirne fuori”,
dichiara l’ex tecnico del Paradiso.
Sui tifosi e su Bentancur
Un appello,
quasi, quello di Sannino ai tifosi. La promozione non deve neanche essere presa
in considerazione, ma bisogna prima risolvere i problemi del presente per chi c’è
sempre, ovvero i tifosi: “Promozione? Non possiamo guardare cose che non sono
reali. Quando ho deciso di venire qua, sono andato a vedere un po’ di cose. Io
credo che se non si va diretti al problema, si rischia di morire con gli occhi
aperti. Dobbiamo togliere l’io da noi stessi e mettersi a disposizione degli
altri. Se si retrocede, in primis è la società a risentirne, poi i tifosi che
resteranno sempre. I giocatori vanno e vengono, ma la società e i tifosi no”.
Società citata da Sannino accennando anche a Pablo Bentancur: “È sicuramente una
persona di cuore. La sua generosità è forse fin troppa. In certe situazioni bisognerebbe
un attimo chiudersi più in sé stessi come club e capire perché si è arrivati a
questo punto”, afferma.
La filosofia di Sannino
Beppe Sannino
ha dunque l’obiettivo di risolvere i problemi attuali della formazione granata
passando soprattutto dal lavoro e dal sudore: “I protagonisti in positivo e in
negativo sono sempre i calciatori. Sono loro che determinano le sorti di un
campionato o di una società. La bellezza di questo sport è che tantissimi
ragazzi vorrebbero svolgere il calciatore come lavoro. Io devo fare capire
questo ai miei giocatori. Capisco anche le loro problematiche e il mio compito
è aiutarli. È giusto accarezzarli, ma ogni tanto bisogna fare capire loro che
si è cresciuti e che viviamo in un momento particolare. Non so in che modo, ma
bisogna far punti. Far punti vuol dire soffrire, soffrire vuol dire lavorare.
Questo è il calcio”, conclude Sannino.

