Verso i Mondiali
Da Pelé a Maradona: i momenti d'oro dello stadio Azteca
Ats
10.06.2026 15:31

Foto: EPA EFE TOMAS PEREZ
L'impianto di Città del Messico è stato testimone di alcune tra le partite più avvincenti ed emozionanti di sempre - Riviviamole insieme
Quale
altro stadio può vantarsi di essere stato teatro di alcuni tra i più importanti
momenti della storia dei Mondiali? Ecco un tuffo nel passato su tre partite
leggendarie giocate allo stadio Azteca di Città del Messico. Tra i protagonisti
Pelé, Diego Armando Maradona e Franz Beckenbauer.
«La partita del secolo»
Spettacolo,
gol e drammaticità come solo il calcio sa offrire. In quel 17 giugno del 1970,
Italia e Germania Ovest diedero vita a una semifinale mondiale incredibile. Avanti 1-0 grazie al gol di
Roberto Boninsegna, gli azzurri si fecero raggiungere in pieno recupero da
Karl-Heinz Schnellinger. La sfida proseguì quindi ai
supplementari e lì accadde di tutto: Gerd Müller portò in vantaggio la
«Mannschaft» al 94esimo, Tarcisio Burgnich pareggiò quattro minuti dopo, e al
104’ Gigi Riva permise alla compagine di Valcareggi di rimettere la testa
avanti. Nel secondo tempo supplementare, ancora Müller siglò il 3-3. Toccò
quindi a Gianni Rivera firmare il definitivo 4-3 in favore dell’Italia, che si
aggiudicò così una sfida infinita, passata alla storia come «la partita del
secolo». Ma nella mente dei tifosi resterà impressa anche l’immagine del capitano
tedesco Franz Beckenbauer, rimasto in campo nonostante la clavicola lussata,
che terminò il match con un braccio fasciato al petto.
Il volo di Pelé
Tanti
momenti esaltanti hanno animato la finale dei Mondiali del 21 giugno 1970,
vinta largamente per 4-1 dal Brasile a spese di un'Italia arrivata sfinita all’atto
conclusivo dopo la sopracitata semifinale con la Germania Ovest. Ma a prendersi la scena fu soprattutto Pelé, al suo quarto e ultimo appuntamento iridato.
Al 18esimo il fuoriclasse del Santos si librò nell’aria e sembrò rimanere sospeso
in volo, prima di insaccare di testa la rete dell’1-0. Una giocata che suscitò lo
stupore dei 107.412 spettatori presenti. Il numero 10 verdeoro fornì poi due
assist ai compagni, suggellando una prestazione da assoluto protagonista.
La genialità di Maradona
Un
gol di furbizia e uno da autentico fuoriclasse. Diego Armando Maradona mise in
mostra tutto il suo repertorio nella sfida tra Argentina e Inghilterra del 22
giugno 1986 valida per i quarti di finale dei Mondiali. Al 51’ il «pibe de oro»
sbloccò il risultato segnando con la mano, senza che l’arbitro si accorgesse
del fallo commesso. Quattro minuti dopo, partì palla al piede da centrocampo e
dribblò cinque giocatori inglesi, tra cui il portiere Peter Shilton, prima di depositare la palla in rete. Un gol celebrato ancora oggi come uno tra i
più belli di sempre. Autore
di una doppietta nella semifinale contro il Belgio, «el diez» rimase a
secco in finale contro la Germania Ovest, ma fornì comunque a Jorge Burruchaga l’assist
per il gol del definitivo 3-2 che regalò il titolo all’Albiceleste. Il tutto
con grande disappunto di Franz Beckenbauer, commissario tecnico della «Mannschaft».

