Calcio
È il momento della «Nati», Kubi: «Sono convinto che faremo un mondiale importante»
Thomas Schürch
13.06.2026 06:50

Foto: Definiti gli ultimi dettagli/ © KEYSTONE PETER KLAUNZER
Questa sera la compagine di Murat Yakin farà il suo esordio in Coppa del Mondo contro il Qatar - Türkyilmaz: «Non possiamo avere paura di un girone simile»
Il momento
più atteso dai tifosi rossocrociati è finalmente arrivato. Questa sera alle 21,
al San Francisco Bay Arena Stadium, la nazionale svizzera farà il suo esordio ai
Mondiali di calcio. La compagine di Murat Yakin, inserita nel Gruppo B, debutterà
contro il Qatar. Un impegno certamente alla portata degli
elvetici i quali, va detto, arrivano al torneo iridato freschi di pareggio
(1-1) con l’Australia in amichevole. Un risultato che non preoccupa comunque l’ex
centravanti della «Nati» Kubilay Türkyilmaz. «Le amichevoli non hanno nessuna
importanza, non vengono affrontate con la testa e con l’attitudine delle sfide
ufficiali», ci dice Kubi. «Il primo pensiero è quello di non farsi male. Le esternazioni
di Xhaka (che al termine dell’incontro non ha risparmiato critiche alla
squadra, ndr) non mi sono piaciute; un giocatore con la sua esperienza dovrebbe
sapere che questo genere di partite si affrontano con una determinazione
diversa».
Cosa aspettarsi
Ma quindi,
come arriva la Svizzera a questo mondiale? «Nel miglior modo possibile. La
squadra ha avuto a disposizione un ottimo centro in cui completare la
preparazione e il gruppo presenta la giusta miscela tra esperienza e ragazzi
giovani, i quali vogliono dimostrare le loro qualità per poter magari ambire a pazze
più importanti. I presupposti per fare bene ci sono tutti», rileva Türkyilmaz. «Mi
preoccupa un po’ il fatto che il girone non presenta quegli
avversari stimolanti che ti aiutano a mantenere alta la tensione. È meglio affrontare
una-due sfide di livello nella fase a gruppi: ciò aiuta a entrare subito nel giusto
“mood” e, di conseguenza, ad andare lontano nel torneo» In ogni caso «se ci
preoccupiamo per un girone simile, è meglio non presentarsi neanche. Abbiamo giocatori
abituati a questo genere di competizioni ed è quindi doveroso aspettarsi più di quanto si ottiene solitamente. Ma sono
convinto che la Svizzera farà un mondiale importante».
Per quanto
concerne le scelte operate dal tecnico Murat Yakin «ha convocato i giocatori che
tutti si aspettavano. I titolari sono noti, gli altri giocheranno un po’ tutti, a
rotazione». Un aspetto essenziale, secondo Kubi, è saper gestire il tempo libero
durante il torneo. «È molto importante, perché quei momenti ti portano a
pensare e a riflettere, e occorre rimanere sempre positivi. Ottenere buoni
risultati ovviamente aiuta in tal senso, poiché fa bene al morale».
Il formato della competizione
Ampliando il
discorso all'intera competizione, c’è curiosità per questo nuovo formato a 48
squadre. E non sono mancate neppure le critiche. «Molti sostengono che la prima
parte del mondiale sarà noiosa, caratterizzata da compagini poco conosciute. Personalmente,
voglio lasciarmi sorprendere. Non mi piace giudicare prima, ma se devo
sbilanciarmi, credo che assisteremo a un torneo interessante», conclude Türkyilmaz.

