Calcio
Gavranovic: "In Nazionale c'è un'insoddisfazione collettiva"
Redazione
21.03.2024 06:00

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il calciatore ticinese espone i motivi del suo ritiro e riferisce di un clima poco sereno all'interno della "Nati". "Mi fermo qua prima di dire cose che poi andrebbero contro di me".
È tornato a parlare Mario Gavranovic. Dopo l’annuncio del
suo ritiro e l’approdo al FC Mendrisio in Prima Lega, l’attaccante ticinese ha
esposto le motivazioni che lo hanno portato ad appendere le scarpe al chiodo.
Il motivo
L’attenzione è tutta concentrata su sua figlia. È questa la motivazione principale del ritiro dalla carriera professionista di Gavranovic:
“Il motivo numero uno per il quale sono qua e per il quale non ho parlato per
tanto tempo, è anche la ragione del mio ritiro. Per me è stato un periodo
difficile", spiega il ticinese. "La decisione consensuale del divorzio tra me e la mia ex-moglie ha
influito a livello personale. Il focus è andato su mia figlia: doveva terminare
l’asilo e non volevo essere lontano dalla persona più importante della mia
vita. Ho deciso, dopo tanti anni, che non avrei più accettato ulteriori offerte
all’estero. Sarebbe stato bello per me terminare la carriera dove avevo
iniziato, ovvero a Lugano, ma non c’è stato nessun accordo. Capisco e rispetto
la scelta della società bianconera”.
Quel gol alla Francia
I più si ricordano del gol di Gavranovic con la maglia
rossocrociata contro la Francia. Il ticinese ha siglato la rete del 3-3 che ha permesso alla "Nati" di giocarsi l’ottavo di finale ai supplementari. Il gol si è poi
rivelato decisivo: la Svizzera ha eliminato i "bleus" da Euro2020. Gavranovic,
pur riconoscendo l’importanza della rete, non è propriamente felice di essere
riconosciuto solo per quella: “È l’unico momento che la gente si ricorda. Sembra
che in carriera abbia fatto solo un gol, invece ne ho fatto qualcuno in più. Ho
timbrato quasi 200 reti in carriera e non ci sono tanti giocatori che possono
dire di averlo fatto". Costantemente, invece, "tutti si ricordano solo di quel gol. In ogni caso, la partita con la Francia è stato il momento più emozionale
di tutta la mia carriera, perché ha significato tanto per un’intera nazione”, afferma l'attaccante.
Su Yakin
Per quanto riguarda la Nazionale, Gavranovic riserva
alcune parole al vetriolo verso l’ultima gestione: “Non sono dentro e non posso
dire tanto. I giocatori con i quali mi sono sentito mi hanno riferito di un’insoddisfazione
collettiva di come stanno andando le cose. È meglio che mi fermi qua
prima di dire cose che poi andrebbero contro di me. Per una volta sono un po’ più
intelligente e non faccio commenti sulla Nazionale, perché in questo momento non
mi riguardano”, conclude il calciatore.

