Hockey
Il Lugano è in vacanza, le voci dei protagonisti tra mercato e futuro
Redazione
27.03.2025 08:24

Foto: ©Gabriele Putzu
Il Lugano s’impone contro l’Ajoie in gara-6 e pone fine all’incubo playout. Una serie vissuta in apprensione anche dagli stessi protagonisti.
È finita la
stagione del Lugano. I bianconeri superano in sei gare di playout l’Ajoie
evitando così lo spauracchio Visp, vincente in Swiss League. Dopo la partita di
Porrentruy sono state raccolte dai microfoni di Ticinonews Sport le voci rappresentative
del club sulle rive del Ceresio.
Thürkauf sollevato
Il capitano
del Lugano Calvin Thürkauf si è tolto il peso di una possibile sfida spareggio
contro il Visp, ma è fiero dei compagni di squadra. Thürkauf è ora pronto a
rivedere cosa non è andato in questa stagione e guarda al futuro: “È stata una
stagione così”, spiega il capitano. “Adesso possiamo uscire a testa alta.
Sicuramente dobbiamo guardare cosa abbiamo fatto di sbagliato quest’anno e
migliorarci. Essere sotto 2-0 non è sicuramente bello. Sono però molto fiero
dei ragazzi che non hanno mai mollato. Abbiamo avuto un po’ di problemi nelle
prime tre sfide. In gara-3 siamo rientrati nell’ultimo minuto con un po’ di
fortuna, ma grazie a quell’episodio siamo andati avanti. Abbiamo poi vinto 4
partite di fila e chiuso questa serie, finalmente”, afferma.
La determinazione di Steinmann
Più duro
invece il direttore sportivo Janick Steinmann che guarda al futuro con determinazione:
“Forse avevamo bisogno di quanto successo, avevamo bisogno di questo pugno in
faccia. Da qui facciamo un reset. Da oggi proviamo a fare un lavoro migliore.
So di cosa sono capace, so di avere un carattere molto forte. Prenderò io le
decisioni sportive. Spero di prendere molte decisioni giuste ma non sono impaurito.
Io sono fatto così: amo assumermi responsabilità e prendere decisioni. Se non
sei pronto a fare questo, non devi fare questo lavoro”, dichiara il nuovo
direttore sportivo del Lugano.
Il futuro di Krupp
L’allenatore
Uwe Krupp, visibilmente sollevato risponde così: “È stata un onore e un
privilegio. Non ti lascio neanche finire. È un pensiero che non mi ha sfiorato
quello di avere rimpianto la scelta di venire a Lugano. È stata dura come
pensavo? Non è stata decisamente molto più dura. Alla fine, abbiamo compiuto la
nostra missione. Questa squadra ha più potenziale di quello che ha mostrato.
Per vedere tutte le qualità servono però costanza, partire con la crescita da
inizio stagione e avere una visione chiara”. Sul futuro, poi, Krupp non si
espone: “No, vogliamo passare una buona serata. Per tutti è un gran sollievo.
Ci vogliamo godere i prossimi giorni. Il futuro porterà quello che deve. Possibile
vedermi qui la prossima stagione? Non è una decisione mia, ma sono certo che
prima o poi ne parleremo.
Carr a ruota libera
Ad
esprimersi ai microfoni di Ticinonews Sport anche Daniel Carr, conscio delle
difficoltà a cui è andato in contro lui stesso e il Lugano. L'attaccante del Lugano spende anche parole per l'ex allenatore del Lugano Luca Gianinazzi.: “In 11 anni di
carriera questo è l’anno più duro che abbia mai vissuto. Il licenziamento di
Gianinazzi è il primo in cui sono stato davvero coinvolto. Ho molto rispetto
per Luca. Aveva un compito difficile. È di Lugano, è cresciuto nel Lugano, ama
il Lugano. Andava a fare la spesa e tutti gli dicevano cosa sbagliava, andava a
cena e tutti gli dicevano cosa sbagliava. Fa schifo vivere così. È difficile
gestire un licenziamento. Stiamo parlando della vita di una persona. La gente
viene a vedere le partite, ma qui parliamo della nostra vita", afferma il canadese e continua: "È stata una
situazione difficile e lo dico come uomo, non come giocatore. Siamo tutti
persone. Arrivare alla pista e capire che una persona che vedevamo tutti i
giorni ha perso il lavoro per i risultati che stavamo ottenendo, non è stato
facile da gestire. Penso che se avessimo iniziato a puntare il dito l’uno
contro l’altro non avremmo battuto l’Ajoie. Ho molto rispetto per questo
gruppo. Siamo rimasti uniti. Per chi rimarrà qui, che io rimanga oppure no,
quella passata è un’esperienza che deve farci crescere. Nell’hockey come nella
vita". L'attaccante del Lugano, poi, fa dei chiarimenti sul suo futuro: La prima cosa che voglio dire è che non ho firmato per l’Ambrì. So che la
voce è circolata, ma non è vero. Non conoscere il mio futuro è stata dura, ma sono
fortunato perché, grazie ad una ragazza che ho incontrato a Lugano, a casa ho
sempre avuto un grande supporto. Voglio ancora giocare qualche stagione. Per me
fondamentale è godermi quello che faccio. Amo Lugano, amo la sua gente. Ho
tanti amici qui. Ci saranno cambiamenti nel club. Vedremo cosa succederà.
Vedremo cosa vogliono loro e cosa voglio io. Onestamente mi piacerebbe dirvi cosa
farò, ma davvero non lo so. Non lo so”, conclude Daniel Carr.

