Hockey
Il Lugano ha poca energia, il Davos resta una maledizione
Fernando Lavezzo
24.01.2026 22:10

Foto: ©Andrea Branca
I bianconeri, scesi di nuovo in pista con soli quattro stranieri, pagano le fatiche della sera prima a Friburgo e soccombono per la quarta volta alla capolista: alla Cornèr Arena finisce 4-1 per i grigionesi.
Quando le gambe non vanno, non vanno. Reduce
dalla sfiancante sconfitta ai rigori di Friburgo, il Lugano non ha energia a
sufficienza per mettere in difficoltà il Davos capolista, sceso in Ticino
fresco come una rosa. Con quattro soli stranieri a disposizione (sempre «out»
Dahlström, Emanuelsson e Kupari), due dei quali impalpabili (Sekac e Perlini),
i bianconeri hanno retto per quasi metà partita, poi la doppietta di Stransky
in meno di 4 minuti ha emesso un giusto verdetto. Il 3-0 di Tambellini all’inizio
del terzo tempo ha dissolto anche le speranze dei tifosi più ottimisti. Per il
Lugano, è la quarta sconfitta stagionale senza punti contro la compagine di
Josh Holden. Sarà inoltre da capire il motivo dell’assenza di Canonica nelle
fasi finali del terzo tempo. Mitell non può permettersi un'infermeria ancora
più affollata.
Primo tempo
Passano 30 secondi e il Davos è subito
pericoloso con una doppia conclusione ravvicinata di Zadina e Ryfors. Bravo van
Pottelberghe ad allungare il gambale. Il Lugano spreca qualche buona
ripartenza, poi è di nuovo salvato dal suo portiere, che si sposta in tempo sul
tiro al volo di Gredig, lasciato troppo solo nello slot. I grigionesi
insistono, ma al 10’ si rivedono i padroni di casa, minacciosi con Perlini. Al
12’ è Aebischer a impegnare Hollenstein dalla linea blu. Due minuti dopo,
Stranksy trova il varco nella difesa ma non la porta. Al 18’41’’ ecco la prima
penalità: esce Jung. Il power-play bianconero si installa senza fare male.
Secondo tempo
Joren van Pottelberghe è subito decisivo su
Zadina, poi il Davos si installa costantemente in zona d’attacco. Al 27’53’’ il
portiere bianconero è eccezionale sulla doppia conclusione di Nussbaumer e
Kessler, ma sul prosieguo dell’azione i grigionesi passano meritatamente in
vantaggio: il disco scagliato da Lemieux rimbalza su van Pottelberghe e
Aebischer, finendo poi sul bastone di Stransky, che segna da pochi centimetri.
La squadra di Mitell è visibilmente sulle gambe e al 31’25’’ arriva il 2-0
ospite, ancora con Stransky, ancora dopo un rimbalzo nello slot. Al 35’ i
padroni di casa provano a reagire, ma al 38’24’’ arriva la prima penalità
bianconera sul conto di Alatalo. Dopo 40 minuti la conta dei tiri è
inequivocabile: 27-9 per i gialloblù.
Terzo tempo
I primi minuti confermano quanto visto fin qui:
il Lugano non ha l’energia per opporsi al Davos. E così, al 42’56’’, Tambellini
si inserisce in velocità e firma il 3-0, pescato sotto porta da Frehner. Gli
uomini di Mitell provano a reagire, ma la lucidità non li aiuta nelle rare
occasioni create. Al 48’30’’ arriva anche il 4-0 di Jung, con uno slap dalla
blu che si infila all’incrocio. Al 50’56’’ viene espulso Frick, ma il
power-play – lento e impreciso – non trova sbocchi. Al 56’13’’ il Lugano trova
almeno il gol della bandiera con un tiro dalla distanza di Carrick. Da notare
che in pista non si vede più Canonica.

