Calcio
Infantino difende il suo operato: «L'edizione 2026 è stata la più straordinaria delle Coppe del Mondo»
Ats
27.07.2026 16:34

Foto: ©ISAAC ESQUIVEL
Il presidente della FIFA risponde alle critiche che hanno costellato i Mondiali e si rammarica che «la cecità provocata dall’odio e dalla critica sistematica» abbia tenuto i suoi detrattori «all’oscuro di questa immensa festa»
Il presidente della FIFA
Gianni Infantino ha difeso il bilancio di quella che è stata «la più
straordinaria delle Coppe del Mondo». Il vallesano invita coloro che «dedicano
il proprio tempo e le proprie energie a odiarci», a «meditare, pregare o
semplicemente guardare una partita di calcio». In un comunicato pubblicato sul
sito dell’organismo mondiale, Infantino risponde alle critiche che hanno
costellato questo Mondiale 2026 e si rammarica che «la cecità provocata
dall’odio e dalla critica sistematica» abbia tenuto i suoi detrattori «all’oscuro
di questa immensa festa», la quale ha «celebrato l’umanità nella sua luce
migliore».
«Uniti due Paesi in guerra»
Mentre l’inizio della
competizione è stato segnato dal rifiuto dei visti ai tifosi e dal rimpatrio
dell’arbitro somalo Omar Artan, il presidente della FIFA ritiene che siano
stati messi in secondo piano «i milioni di altre persone provenienti da ogni
angolo del globo» a cui è stato concesso il visto. Infantino ha inoltre
elogiato il lavoro della FIFA per «unire due Paesi in guerra». L’Iran «è
entrato negli USA senza il minimo incidente né conflitto (...). Ecco il potere
del calcio», ha esultato. Durante la competizione, il commissario tecnico
iraniano Amir Ghalenoei aveva regolarmente denunciato il trattamento riservato
alla sua squadra, costretta a trasferire il proprio campo base dagli Stati
Uniti al Messico, ritenendo che l’Iran fosse la Nazionale «più maltrattata di
tutta la Coppa del Mondo».
Il «caso Balogun»
Ma lo scandalo più clamoroso
della competizione è stato senza dubbio la revoca della squalifica di Folarin
Balogun, pochi giorni dopo una telefonata di Donald Trump a Infantino per
chiedere il riesame del cartellino rosso inflitto all’attaccante americano
negli ottavi di finale. Le reazioni sdegnate sono giunte da ogni parte, sia dal
mondo dello sport che da quello politico. Indignata, la UEFA ha ritenuto che
fosse stata superata una «linea rossa» e il suo presidente Aleksander Ceferin
ha boicottato la finale. La Federazione norvegese ha annunciato la scorsa
settimana di aver presentato un reclamo al Comitato Etico della FIFA. «La
vostra insoddisfazione per alcune decisioni delle autorità competenti è
comprensibile, ma consultate gli archivi pubblici: decisioni del genere sono
all’ordine del giorno nei campionati più prestigiosi», ha affermato Infantino,
sostenendo che «la scelta di non sospendere un giocatore in determinate
situazioni fa parte della quotidianità».
L’esempio di Haiti
Il presidente della FIFA ha
inoltre risposto a chi critica il passaggio da 32 a 48 squadre portando
l’esempio di Haiti, un Paese «messo sotto i riflettori» dal calcio.

