Calcio
Joanthan Sabbatini e quel "rigore pesantissimo"
Redazione
07.04.2023 19:02

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il capitano del Lugano è stato intervistato da Ticinonews dopo la vittoria in Coppa contro il Servette. Jonathan Sabbatini parla del successo in terra romanda e del sogno della seconda Coppa consecutiva.
Dopo la vittoria
in semifinale di Coppa Svizzera contro il Servette il capitano del Lugano
Sabbatini espone le sue emozioni ai microfoni di Ticinonews. L’obiettivo di
bissare il successo dell’anno scorso è concreto e anche il capitano bianconero
ci crede: “Abbiamo raggiunto
ancora un altro obbiettivo che è quello di arrivare in finale di Coppa e
confermare la voglia che ha questa squadra di vincere ancora un altro titolo. È
una conferma anche il momento positivo di crescita che sta facendo questa
squadra in tutti questi anni. La sensazione di oggi è di stanchezza: abbiamo
dormito poco, però abbiamo la consapevolezza e la tranquillità di aver fatto un
ottimo lavoro. La partita ci stava sfuggendo di mano la partita alla fine, ma è
andato tutto per il verso giusto”, sostiene Jonathan Sabbatini.
La responsabilità del capitano
Il capitano dei
bianconeri ha preso la responsabilità di calciare l’ultimo rigore, ma ne è
valsa la pena: “Il rigore era pesantissimo perché sapevo che da parte mia non ero
una garanzia per la squadra. Ne avevo fatti con il Lugano, ma ne avevo anche
sbagliati. Gli ultimi due li avevo sbagliati e quindi era per me una bella responsabilità.
in Israele ho sbagliato decidendo di cambiare all’ultimo, mentre questa volta
mi sono detto che se devo sbagliarlo lo faccio seguendo la mia idea che è
quella di sempre battere in quel lato lì” e ancora: “È andato tutto bene. Il
rigore sbagliato da Mbabu mi dava più tranquillità. Sarebbe stato diverso nel
caso lui avesse segnato perché magari mi condizionava di più. È andato tutto
per il verso giusto”, ribadisce Sabbatini. “Il mister stava facendo i nomi”, prosegue
il capitano del Lugano. “I ragazzi hanno detto subito ‘tiro io’, quindi mancava
il quinto. C’era Facchinetti che mi guardava con la voglia di tirarlo e io l’ho
anticipato e ho deciso di tirare io il quinto. È andata così e vuol dire che
abbiamo fatto un’ottima scelta. Il mister doveva cambiarmi alla fine per far
entrare Babic e Espinoza. Doveva andare così: è destino”, dice Sabbatini. Di fronte a Frick
Jonathan Sabbatini non ha titubato: “Non è un caso che è in nazionale, è molto
bravo. Aveva indovinato quello di ‘Botta’ e poi gli altri ragazzi sono stati
bravissimi a mandarlo da una parta e palla dall’altra. Mi sono detto che se lui
fosse andato dal mio lato avrei dovuto alzare la palla, perché lui spingendo forte
sulle gambe magari avrebbe parato il pallone”, sostiene il capitano del Lugano.
Le parole su Osigwe
Il capitano dei
bianconeri sottolinea anche la bella prestazione del suo portiere: “Sono felice
per Osigwe. Lui sa che qualche volta abbiamo avuto delle discussioni positive,
soprattutto in allenamento, sia con lui sia con Saipi. Io ovviamente voglio sempre
tirare fuori il meglio da ogni giocatore e in questo caso anche dai portiere perché
so il valore che hanno. Lui non è un caso che lo abbiano convocato anche in Nazionale.
L’ho abbracciato perché credo ci abbia salvato nella doppia parata che ha fatto
nei supplementari. Lì è stato decisivo. Noi abbiamo calciato molto bene i
rigori, ma credo che lui abbia salvato la partita”, sostiene Sabbatini.
La 'zona Cesarini'
“Siamo entrati negli
spogliatoi tranquilli e consapevoli di quello che stavamo facendo”, prosegue il
capitano dei bianconeri, “C’erano cose da migliorare e una era questa: spingere
di più e metterli in difficoltà. Se avessimo lasciato il pallino del gioco al
Servette ci avrebbero messo in difficoltà, come hanno fatto in certi momenti. È
stato un peccato perché abbiamo avuto palle da gol nitide. Quando non riesci a
chiudere la partita dai sempre la possibilità all’altra squadra di riuscire a
pareggiarla o a cambiare l’andamento della gara e così è stato. Nessuno di noi
vuole commettere degli errori. Ognuno di noi fa delle scelte per vincere le
partite o per far si che la partita vada nel verso giusto, poi succedono certe
cose anche per la bravura dell’avversario. Ci godiamo comunque questo passaggio
in finale. Il capitano del
Lugano si sofferma velocemente sugli episodi di perdita di tempo della sua squadra:
“Non so come è nata questa cosa però è successo. È solo un ricordo sul quale
scherzeremo. Ora dobbiamo imparare un po’ da queste situazioni ed essere più
intelligenti”.
Il sogno del bis
Il prossimo
obiettivo di Sabbatini e compagni è battere lo Young Boys e portare a casa la
seconda Coppa Svizzera consecutiva: “Non si giocano finali tutti gli anni.
Siamo il Lugano, stiamo crescendo e ci sitiamo ancora confermando un’ottima
squadra in Svizzera. Per me è qualcosa di importante perché sono da tanti anni
qua e questo fa sì che il nome di ognuno di noi in squadra possa restare nella
storia di questo club. Abbiamo davvero tantissima voglia di fare la storia del
Lugano e quindi proveremo a chiudere al meglio questa stagione”, conclude
Jonathan Sabbatini.

