Hockey
La missione salvezza dell'Ambrì inizia stasera, Bianchi: «Sarà fondamentale avere pazienza»
Thomas Schürch
21.03.2026 12:27

Foto: © KEYSTONE/Georgios Kefalas
Secondo l'ex capitano dei leventinesi, continuare a proporre il proprio gioco senza farsi prendere dalla frenesia consentirà alla compagine di Tapola di ottenere un risultato positivo.
Ottenere
il prima possibile le quattro vittorie necessarie per raggiungere la salvezza e
chiudere così una stagione complicata. È l’obiettivo dell’Hockey Club Ambrì-Piotta,
impegnato questa sera tra le mura amiche contro l’Ajoie nella sfida valida per
gara-1 dei playout. «Non si arriva mai sereni a questo genere di partite», rileva
Elias Bianchi, ex capitano biancoblù e consulente di TeleTicino. «I giurassiani
vivono forse l’appuntamento con un altro spirito, animati dalla voglia di vincere
finalmente una serie di questo tipo». La compagine leventinese «ha dovuto
affrontare tante vicissitudini in stagione, che hanno influenzato la serenità
del gruppo. Mi sembra tuttavia che di recente sia stata intrapresa una linea chiara
e si sia avuto il tempo per iniziare a costruire il futuro con tranquillità».
«Il roster biancoblù è superiore»
In una
serie playout il fattore mentale gioca un ruolo molto importante. «L’Ambrì ha
più da perdere rispetto all’Ajoie e deve quindi gestire bene la pressione»,
prosegue Bianchi. «Penso che Tapola disponga di un roster superiore, nonostante
i soli cinque stranieri a disposizione. Giocatori come De Luca e Miles Müller
possono dare quel qualcosa in più». Sul fronte giurassiano «ci si affida invece
soprattutto agli stranieri: penso a Honka, Nättinen e Bellemare. A livello di
svizzeri non vedo grosse individualità, fatta eccezione per Mottet».
«Rimanere fedeli al proprio sistema»
Per
avere la meglio nel confronto sul lungo periodo sarà fondamentale avere
pazienza. «La serie non si vince nel primo tempo di gara-1; occorre continuare
a crearsi occasioni senza forzare il gioco. Non bisogna innervosirsi se il gol
non arriva subito». In queste partite «si percepisce per certi versi una
pressione maggiore rispetto ai playoff. Essere tra le prime otto vuol dire infatti
aver già raggiunto un primo obiettivo e competere per conquistare il titolo. Si
arriva con la carica giusta». Ai playout, invece, «si è consapevoli che una sconfitta
ti porterà a giocare lo spareggio per evitare la retrocessione». Da qui, come
detto, la necessità di mantenere la calma. «Non bisogna pensare di dover subito
dimostrare di essere superiori, altrimenti si rischia di perdere il filo del gioco.
Essere disciplinati e rimanere fedeli al proprio sistema permette invece di far
emergere le proprie qualità», conclude Bianchi.

