Calcio
La rivelazione dei granata: Ilan Sauter si racconta
Redazione, Dominick Von Burg
15.11.2023 08:06

C'è un giocatore che si è contraddistinto in questo inizio di stagione con la maglia del Bellinzona: Ilan Sauter. L'ex Zurigo sogna in grande: "Il prossimo passo è la Super League e sono pienamente convinto di potercela fare"
Non è stato un inizio di stagione facile per l’AC
Bellinzona, ma, tra cambi d’allenatore e una classifica ancora deficitaria, c’è
in particolare un giocatore granata che si sta distinguendo in positivo. Stiamo
parlando di Ilan Sauter, difensore centrale 22enne arrivato quest’estate dallo
Zurigo. Tante prestazioni solide e concentrate, ma anche diversi gol pesanti
nelle ultime partite: prima una doppietta decisiva per il successo per 2-1
sul campo dell’Aarau, poi la rete all’ultimo respiro, sempre su calcio
piazzato, che ha sugellato la pazza vittoria contro lo Stade Nyonnais.
Ilan, che bilancio trai della tua prima parte di
stagione?
Personalmente è stato molto positivo tornare a giocare
regolarmente, visto che l’anno scorso allo Zurigo non ho quasi mai visto il
campo. Per questo motivo la cosa più importante per me era ricevere più minuti
possibili e fin qui, da questo punto di vista, sono soddisfatto. I risultati
non sono stati ottimali, soprattutto a inizio stagione è stata dura, ma nelle
ultime settimane abbiamo iniziato a raccogliere punti e adesso speriamo di
poter continuare così. Complessivamente, sono molto soddisfatto di questi primi
mesi a Bellinzona.
Stai giocando molto e stai anche giocando bene…
Sì, sono d’accordo! Ovviamente ogni volta che scendo in
campo provo a fornire una prestazione ottimale. Nelle ultime partite inoltre
sono anche riuscito a contribuire positivamente segnando diversi gol, che per
un difensore sono sempre un bonus, ma segnare non è l’obiettivo primario. Le
prestazioni sono comunque buone, adesso spero che seguiranno anche i risultati.
Stai segnando come mai prima d’ora nella tua carriera,
come te lo spieghi?
È una buona domanda! Trovo che sono sempre stato forte di
testa, ma non ho mai segnato molto. Ora però i miei compagni sono molto bravi a
bloccare gli avversari in modo da liberarmi, e ricevo anche dei buoni palloni.
Inoltre, nel calcio succede che hai dei periodi produttivi. Me lo spiego così,
perché sono appunto sempre stato forte di testa e penso che questo lo si sia già visto in fase
difensiva, mentre ora riesco a mostrarlo anche offensivamente.
La scorsa stagione è stata deludente per te?
Sì, perché venivo da due stagioni in prestito al Wil dove
avevo giocato molto, quindi ero tornato a Zurigo con grandi aspettative. Pensavo
che avrei perlomeno ricevuto un’occasione per dimostrare il mio valore in Super
League, ma purtroppo questo non è mai successo. Mi sono ritrovato in panchina
oppure a giocare con la seconda squadra in Promotion League. È stata una fase
difficile, mi aspettavo di più, ma questo appartiene al passato, devo voltare
pagina e guardare al futuro.
Con che aspettative sei venuto a Bellinzona?
Principalmente per giocare il più possibile e per dimostrare
che sono in grado di farlo a questo livello, ma questo io lo sapevo già. Naturalmente
sono anche un giocatore che vuole vincere, a inizio stagione non riuscivamo a
farlo, ma trovo che abbiamo qualità in squadra, magari manca ancora qualcosa in
fase realizzativa o nella qualità dell’ultimo passaggio. La stagione però è
ancora lunga e sono sicuro che riusciremo a migliorare anche in questo settore.
Come vedi il tuo futuro, è possibile anche un ritorno a
Zurigo?
Mai dire mai, sono cresciuto a Zurigo, ho svolto tutta la
trafila lì e il club avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Innanzitutto
però per me è importante mostrarmi perché chiaramente ho l’ambizione di giocare
a un livello più alto, e questo obbiettivo spero di raggiungerlo con le mie
prestazioni qui a Bellinzona. In quale club giocherò in futuro, si vedrà.
Contrattualmente non sei più legato allo Zurigo?
Esattamente, sono sotto contratto solo con il Bellinzona.
Il prossimo passo sarà in Super League?
Sì, di solito dopo la Challenge League il prossimo passo
è quello di andare in Super League. Ho già giocato 3 partite con lo Zurigo quando
avevo 18-19 anni e penso che già allora mi ero comportato bene. Sono quindi
pienamente convinto di poter giocare a questo livello, d’altronde si è anche
già visto in Coppa Svizzera proprio contro lo Zurigo. Come squadra abbiamo offerto
un’ottima prestazione e con un po’ di fortuna avremmo forse anche potuto
passare il turno. Il prossimo passo è la Super League e sono pienamente
convinto di potercela fare.
Quella con lo Zurigo è sicuramente stata una partita
speciale per te… Dopo la partita, hai ricevuto dei commenti da parte del tuo
vecchio club?
Sì, d’altronde conosco ancora tre quarti della squadra
dall’anno scorso e ho ancora diversi amici. Mi hanno detto che ho giocato
benissimo ed erano sorpresi che lo Zurigo non mi abbia più voluto. Ormai è
così, guardiamo avanti, è stata una partita divertente ma ora massima
concentrazione al campionato.
Hai giocato nelle selezioni giovanili, guardando avanti
anche la Nazionale è un obiettivo? Sei inoltre nato negli Stati Uniti,
teoricamente sarebbe anche possibile che tu giochi per gli USA?
No, non è più una possibilità perché un anno fa ho ridato
il mio passaporto americano, quindi sono solo ancora svizzero. Ovviamente è un
mio obiettivo poter un giorno giocare per la nazionale, ma devo fare un passo
per volta. Adesso sono in Challenge League, poi probabilmente in Super League e
ancora più avanti vedremo.
Come va con il nuovo staff? In un’intervista precedente
avevi affermato che c’era una certa barriera linguistica…
Il calcio è universale, lo staff può anche mostrare sul
campo quello che vuole. Inoltre, parlano anche un po’ di inglese, una lingua
che capiscono quasi tutti, e sanno anche un po’ di francese. Insomma, non ci
sono problemi, e se non si capisce, si chiede. Hanno idee molto interessanti e
se guardiamo le ultime partite, stiamo facendo bene. Come già detto, manca solo
ancora l’ultimo passaggio, se riusciamo a migliorare anche questo aspetto, vedo
un futuro positivo.
È stato un inizio di stagione movimentato per il
Bellinzona, tra cambio di allenatore e problemi di patentino. Per un giocatore,
sono condizioni difficili per svilupparsi e progredire?
Assolutamente, non è mai facile quando si cambia spesso
allenatore. È una cosa che però nel calcio succede spesso, anche io in altre
squadre ho già avuto più allenatori in una stagione. Bisogna imparare a gestire
queste situazioni e alla fine bisogna guardare le proprie prestazioni e fare il
meglio possibile, controllando il controllabile. Non serve a niente pensare ad
altro, perché è al di fuori del tuo controllo. Penso che tutti i giocatori
della nostra squadra la pensino in modo simile e penso che sia anche per quello
che adesso stiamo facendo bene.

