Hockey
“L’Ambrì è una realtà particolare per cui vale la pena lottare”
Redazione
14.09.2023 06:14

Il direttore sportivo dell’Hockey Club Ambrì-Piotta Paolo Duca lancia la nuova stagione. “Chiediamo ai nostri ragazzi di affrontare le sfide con coraggio, a testa alta e con molta energia”.
Ormai ci siamo. Il conto alla rovescia è quasi giunto al
termine. Domani sera l’Ambrì-Piotta scenderà sul ghiaccio di casa per
affrontare il Rapperswil nella prima sfida ufficiale della stagione. Dopo la
lunga attesa dei mesi estivi, la voglia di ripartire in casa biancoblù è tanta,
come testimonia ai microfoni di Ticinonews il direttore sportivo Paolo Duca,
desideroso di lanciarsi in questo nuovo campionato. “L’Ambrì è una realtà particolare
per cui vale la pena lottare”, afferma Duca. “A volte è stancante, prende molte
energie, ma è una bella dimensione, un patrimonio dello sport ticinese e
nazionale”.
Il mercato è stato più difficile con i prestiti Covid?
“Abbiamo un tetto imposto dalla stagione di riferimento, 2019-2020,
e da lì non possiamo muoverci fino al 2025-2026 compreso, quindi ancora per tre
stagioni. Oltre a questo, c’è l’aspetto delle medie salariali: per gli stipendi
superiori ai 148'200 franchi, abbiamo dovuto trovare il modo di abbassare le medie
del 20%. Sono vincoli che ovviamente in un certo modo frenano, ma quella che è
la nostra realtà ci impone comunque sempre di valutare bene come investire ogni
franco. Non possiamo permetterci di fare pazzie. In ogni caso, quando eravamo
in difficoltà i prestiti ci hanno dato una grande mano e queste sono le condizioni
imposte dalla Confederazione. Condizioni che conoscevamo già prima di chiedere tale
aiuto”.
Manca qualcosa in difesa?
“Prima di tutto, siamo contenti di avere recuperato Rocco
(Pezzullo, ndr) nel mese di agosto, che ha avuto una stagione, l’ultima, molto
sfortunata. Abbiamo dei giovani interessanti, come Simone Terraneo, che possono
fare dei bellissimi passi avanti. Penso anche a Dario Wüthrich il quale, sebbene
non sia forse così giovane come gli altri, a livello di esperienza non è ancora
stato in grado di ritagliarsi un ruolo da titolare. Ecco, con le situazioni che
si sono venute a creare, relative agli infortuni di Heed e Virtanen, nelle
amichevoli i giovani hanno assunto bene questa responsabilità. La speranza è
che possano sostituire i partenti e colmare i buchi lasciati da questi ultimi
il più in fretta possibile”.
La squadra può centrare gli obiettivi?
“Vedremo, le partite vanno giocate sul ghiaccio. Abbiamo le
carte in regole per poter entrare nei primi dieci, ma sicuramente non è facile:
tutti vogliono arrivarci e tutti si rinforzano. La lega l’anno scorso ha subìto
un livellamento e probabilmente questa stagione ci sarà ancora un ulteriore
scalino. È difficile prevedere tutto, dipende anche dalle situazioni contingenti
nostre e degli avversari. Indubbiamente
il potenziale c’è. Per quanto concerne la Spengler, avendo vinto il trofeo lo
scorso anno andiamo a Davos con la volontà di difendere il titolo. Infine, come
terzo e ultimo obiettivo, mi piacerebbe ritrovare questo spirito combattivo, soprattutto
in casa, che ha sempre contraddistinto il gioco dell’Ambrì nei suoi oltre 80
anni di storia. Tutti possono fare uno step in avanti. Questo è quello che
chiediamo ai nostri ragazzi: affrontiamo le sfide con coraggio, a testa alta e
con molta energia”.
L'intervista completa:

