Hockey
L'Ambrì-Piotta deve decidere in quali acque navigare
Samuele Quadri
14.11.2024 06:08

Foto: ©Gabriele Putzu
Manca poco alla ripresa del campionato. I biancoblù, dopo un inizio di stagione entusiasmante, hanno subìto una forte flessione. La squadra leventinese può puntare in alto, ma deve limare alcuni aspetti che, per ora, la fermano nel limbo tra le posizioni pregiate e quelle più calde.
L’Ambrì-Piotta
tornerà in pista sabato e farà visita al fanalino di coda Ajoie. Un’occasione
per gli uomini di Luca Cereda per dare un segnale all’ultimo periodo di campionato non
totalmente positivo, almeno in termini di risultati. I leventinesi, infatti,
navigano tra due sponde: una fa emergere la scarsa quantità di punti fatti
negli ultimi 10 incontri (5 nelle ultime 8 gare) e l’altra un gioco propositivo
che tiene a galla i biancoblù per l’intero arco del match. Sono 10 le sfide
terminate dopo il 60° per l’Ambrì: metà vinte, metà perse. Le riflessioni possono
andare in due direzioni diametralmente opposte. La capacità di portare l’avversario
al tempo supplementare denota un’attitudine a giocarsela con tutti. D’altro
canto, la quantità inferiore di punti ottenibili rende più galoppante la cavalcata
in National League. È sì vero che smuovere la classifica aiuta a livello
mentale, ma in termini meramente utilitaristici di punti, due vittorie piene
equivalgono a sei sconfitte dopo il 60°. A suo tempo lo diceva già Vujadin Boskov:
“Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0”. Stato di forma dell’Ambrì-Piotta
confermato anche dall’andamento tra le mura amiche. Sono quattro le sconfitte
consecutive alla Gottardo Arena per gli uomini di Cereda. Un ruolino di marcia
da invertire se si vuole fare delle partite casalinghe la propria forza .
Una difesa da migliorare
Capitolo reti
subite. La porta dell’Ambrì-Piotta è stata trafitta 57 volte da inizio stagione, dato che attesta la squadra leventinese al 13esimo posto in questa graduatoria con una media di 3,17
gol a partita. Una fase difensiva da aggiustare a cui si aggiunge una media di
parate dei due estremi difensori biancoblù non da primato. Gilles Senn è il 13°
portiere della lega in questa classifica (90,11%); Juvonen fa peggio: 88,37% e
15esima posizione in National League. Il dato è sempre da contestualizzare. La bassa
percentuale non macchia le belle prestazioni di Senn, mentre dal portiere finlandese,
forse, ci si aspetta un po’ di più. Una solidità difensiva che stride con le ottime
prestazioni in zona offensiva dei due stranieri della retroguardia. Jesse
Virtanen è uno dei difensori più forti del campionato e per alcuni è anche il
migliore; pensiero condiviso anche da Serge Pelletier e Elias Bianchi nel corso de “Il
Match” su Teleticino. Il finlandese è il top scorer dei biancoblù: in 17 uscite
ha fatto registrare 15 punti (4 gol, 11 assist). Numeri che lo lanciano a migliore difensore
della lega in termini di punti. A ruota, sempre nella graduatoria del nostro campionato, segue
Tim Heed. Per lo svedese i punti sono gli stessi (15: 3G, 12A) con una presenza
in più rispetto a Virtanen. Una sicurezza in termini di punti, alla quale però deve essere affiancato un apporto più sostanzioso da parte degli attaccanti.
Dove sono i gol stranieri?
12 punti per Dominik Kubalik, 9 per Manix Landry, Tommaso De Luca e Inti Pestoni, uno in meno per Dario Bürgler. Numeri non
esaltanti, circostanziali per ogni giocatore. Landry sta dimostrando di
non essere più un comprimario della formazione, ma una vera e propria certezza.
Discorso simile per De Luca, che dopo la stagione formidabile dell’anno
scorso cerca la riconferma. Kubalik si accomoda su un contributo in
fase realizzativa minimo per non affondare in critiche costanti. Le aspettative
però erano ben altre: dobbiamo continuare ad analizzare le prestazioni del ceco con gli occhi del 2018/2019, oppure sono altre le riflessioni da fare? L’apporto
in termini di punti non deve però arrivare solo da lui. Gli altri stranieri
non stanno rendendo. Jonathan Ang (1 punto in 7 partite) e Jakob Lilja (1 punto in 11 partite)
a parte, Philippe Maillet ha totalizzato 4 punti in 12 presenze. Servono senza ombra di
dubbio più gol da parte dello straniero dei biancoblù. Una voragine che - probabilmente -
vorrà essere colmata dall’ultimo arrivo: Chris DiDomenico. Un discorso, quello sui singoli, obiettato dai dati di squadra. L’Ambrì-Piotta segna: sono 47 le reti
da inizio campionato, che rendono l'attacco della compagine ticinese il settimo della National League. Il numero
di tiri verso la gabbia avversaria, inoltre, si attesta a 32 per partita; solo tre
squadre fanno meglio nel nostro campionato. Il problema dei leventinesi è la
concretezza.
Tour de force da crocevia?
Ora, all’Ambrì-Piotta
spetta, prima della prossima pausa, un filotto di 10 partite, cominciando
proprio dall’Ajoie questo sabato. Le nove successive, poi, impegneranno i
biancoblù per 16 giorni. Un tour de force evitabile dagli organizzatori del
calendario e, soprattutto, che risulta molto importante per le sorti future della
squadra allenata da Cereda. 30 punti in palio. L’Ambrì dovrà ambirne il
più possibile e per ottenerne di più, come detto in precedenza, l’ideale sarà concludere i match entro i 60 minuti.

