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Milano-Cortina 2026: storia, simboli e curiosità dei Giochi invernali
Ginevra Benzi
05.02.2026 15:56

Foto: © Shutterstock
Dalle sedi storiche alle mascotte Gen Z, passando per retroscena, prime gare e polemiche: il volto meno noto delle Olimpiadi invernali alla vigilia dell’apertura
Conto alla rovescia per i XXV Giochi olimpici invernali di
Milano-Cortina, che prenderanno ufficialmente il via domani, 6 febbraio 2026, con
la tradizionale cerimonia di apertura presso lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, per
l'occasione ribattezzato Milano San Siro Olympic Stadium.
Terza Olimpiade in Italia
Quella di quest’anno è la terza Olimpiade invernale ospitata
dall’Italia, dopo Cortina d’Ampezzo 1956 e Torino 2006, e la quarta in assoluto
considerando anche l’edizione estiva di Roma 1960. È inoltre la prima edizione
con due città ufficialmente co-ospitanti e solo la seconda nella storia in cui
le cerimonie di apertura e di chiusura si svolgono in sedi diverse (Milano e
Verona), dopo Sarajevo 1984. Con questi Giochi, Cortina d’Ampezzo entra anche
in un club ristretto, diventando la quarta città ad aver ospitato almeno due
edizioni delle Olimpiadi invernali, dopo St. Moritz (1928 e 1948), Lake Placid
(1932 e 1980) e Innsbruck (1964 e 1976). Interessante anche il fatto che i Giochi
di Cortina del 1956 sono stati i primi in assoluto a venir trasmessi in diretta
TV in diversi Paesi europei, segnando un momento rivoluzionario nella storia
dello sport.
15 sedi ufficiali
I Giochi invernali di quest’anno rappresentano, come detto, una
prima a livello storico, in quanto sono le prime Olimpiadi ad essere ospitate
in due diverse città, dove sono previste 15 sedi ufficiali di gara in ben otto
diverse località del nord Italia, distribuite fra tre regioni (Lombardia, Veneto
e Trentino-Alto Adige). Oltre alle città assegnatarie della manifestazione
Milano e Cortina d’Ampezzo, le gare saranno infatti disputate anche a Rho,
Assago, Bormio, Livigno, Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero.
Riuso infrastrutture storiche
E tra le sedi più simboliche delle Olimpiadi invernali di
Milano-Cortina 2026 c’è lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo,
un vero pezzo di storia olimpica. Costruito per i Giochi del 1956, l’impianto
tornerà protagonista ospitando le gare di curling, a quasi settant’anni dalla
sua prima Olimpiade. Si tratta di uno dei pochissimi impianti olimpici al mondo
ancora attivi dopo decenni, spesso citato come esempio virtuoso di legacy
olimpico e riuso delle infrastrutture storiche.
La prima giornata
Anche se i Giochi non sono ancora entrati ufficialmente nel
vivo, da giorni stanno già facendo parlare di sé. A due giorni dalla cerimonia
d’apertura, l’atmosfera olimpica si è infatti accesa tra prime competizioni,
imprevisti tecnici e tensioni che vanno ben oltre lo sport. A rompere il
ghiaccio — in tutti i sensi — è stato il curling mercoledì 4 febbraio, con il
torneo di doppio misto già in corso. Le prime partite hanno regalato risultati
interessanti, ma anche un episodio insolito: una gara è stata interrotta per
alcuni minuti a causa di un blackout, con luci e tabelloni spenti prima del
rapido ritorno alla normalità.
Snoop Dogg a Gallarate
Un’altra curiosità dalla vigilia delle Olimpiadi invernali arriva
dalla Lombardia: Snoop Dogg, il celebre rapper statunitense, ha fatto tappa a
sorpresa a Gallarate durante la staffetta della Fiamma Olimpica. Nel corso
della giornata di ieri, 4 febbraio, l’artista ha infatti partecipato al
passaggio della torcia olimpica tra la folla in piazza Libertà, correndo,
salutando e ballando mentre sfilava con la fiaccola tra i presenti. Ma il
momento che ha fatto il giro dei social è arrivato poco dopo: prima di
ripartire verso Milano, Snoop Dogg ha chiesto alla scorta di fermarsi al
McDonald’s di viale Milano, dove si è presentato come un cliente qualunque per
uno spuntino. Il video di lui al bancone, bandana in testa e pelliccia
tricolore, ha rapidamente fatto il giro di TikTok e degli altri social network,
diventando uno degli episodi più insoliti e virali di questa vigilia olimpica.
Sicurezza
Fuori dal campo di gioco e dai social, l’attenzione si è
invece concentrata sulla sicurezza. Le autorità italiane hanno infatti
segnalato nella giornata di mercoledì tentativi di cyberattacchi contro
infrastrutture digitali legate ai Giochi – fra cui ambasciate e hotel –,
rafforzando ulteriormente le misure di protezione in vista dell’apertura
ufficiale. Insomma, prima ancora delle medaglie, Milano-Cortina 2026 sta già
offrendo spunti, retroscena e piccoli episodi curiosi.
Polemiche attorno ai Giochi 2026
Tra le principali polemiche della vigilia delle Olimpiadi invernali
2026 c’è quella legata alla pista da bob di Cortina d’Ampezzo. Il progetto di
ricostruzione dell’impianto Eugenio Monti è infatti stato duramente contestato
per costi elevati, tempi di realizzazione molto stretti e dubbi sulla
sostenibilità, soprattutto in relazione all’utilizzo della struttura dopo i
Giochi. L’opera era di fatto passata da una previsione iniziale di decine di
milioni a oltre 80 milioni di euro circa per il nuovo tracciato. Ma le critiche
sono arrivate anche per l’impatto ambientale sul territorio e per una scelta
che, secondo alcuni, sarebbe andata contro le indicazioni del CIO, inizialmente
favorevole all’uso di piste già esistenti all’estero. Ma tra le discussioni più
accese della vigilia delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina c’è anche
quella legata alla possibile presenza di agenti dell’ICE, l’agenzia
statunitense per l’immigrazione. La notizia ha sollevato forti critiche
politiche e proteste, soprattutto a Milano, dove la presenza dell’ICE è stata
giudicata inopportuna e simbolicamente problematica. Dal governo italiano è
arrivata la rassicurazione che eventuali agenti americani non avranno alcun
potere operativo e che la gestione della sicurezza resterà esclusivamente nelle
mani delle autorità italiane.
Le mascotte
Tina e Milo sono le mascotte ufficiali delle Olimpiadi
invernali di Milano-Cortina 2026. Due ermellini fratello e sorella, con manti
bianco e marrone, scelti attraverso un concorso pubblico che ha coinvolto oltre
1’600 proposte realizzate da studenti italiani tra i 6 e i 14 anni. A vincere
sono stati i disegni degli allievi dell’Istituto comprensivo di Taverna, in
Calabria, con il 53% dei voti, in un’iniziativa promossa dal Comitato
organizzatore insieme al Ministero dell’Istruzione. I nomi richiamano le due
città ospitanti: Tina, mascotte olimpica dal manto bianco, rappresenta il
legame tra montagna e città; Milo, mascotte paralimpica dal manto marrone, è
nato senza una gamba e utilizza la coda per camminare, incarnando i valori di inclusione,
resilienza e diversità. I due personaggi sono stati presentati ufficialmente il
7 febbraio 2024 al Festival di Sanremo e sono stati definiti dagli
organizzatori le prime mascotte olimpiche “Gen Z”. Durante i Giochi, Tina e
Milo saranno affiancati anche da “The Flo”, un gruppo di sei bucaneve
antropomorfi che simboleggiano speranza e resilienza, ispirati ai progetti
secondi classificati dello stesso concorso.

