Hockey
Morini lancia la sfida playoff alla Svizzera: «Mi aspetto una partita durissima»
Red. Online
16.02.2026 17:29

Foto: KEYSTONE
Secondo l'attaccante del Lugano, per sperare di ottenere un risultato positivo all'Italia serviranno «altri 60 minuti di sacrificio da parte nostra. Dobbiamo ritrovare l’intensità messa sul ghiaccio con Svezia e Slovacchia».
Dentro o fuori, tutto o niente. Il torneo olimpico maschile
di hockey su ghiaccio entrerà nel vivo domani con i match dei playoff da cui usciranno
le tre squadre che completeranno il tabellone dei quarti di finale. Gli occhi
di tutti i tifosi rossocrociati saranno puntati sulla sfida tra la Svizzera e l’Italia
padrona di casa, in programma alle 12.10. E chi conosce molto bene tanti dei
giocatori elvetici è Giovanni Morini, attaccante italiano 31enne che da
quindici anni gioca a Lugano, e nel 2015/16 ha esordito nella prima squadra
bianconera. «Mi aspetto un'altra partita durissima», ha dichiarato il comasco
nella conferenza stampa odierna. «Loro sono una della squadre più forti al
mondo e nonostante abbiano avuto qualche infortunio, hanno enormi qualità».
Le sensazioni della viglia
Per sperare di ottenere un risultato positivo contro la
Svizzera vicecampione del mondo «serviranno altri 60 minuti di sacrificio da
parte nostra; dobbiamo ritrovare l’intensità messa sul ghiaccio con Svezia e
Slovacchia, così potremo crearci le nostre possibilità», ha proseguito Morini. Nella
sfida del girone con la Finlandia l’energia degli azzurri era ridotta al
lumicino. Alla vigilia della partita dei playoff le sensazioni sono invece
diverse. «Sono positivo: aver avuto un giorno libero
domenica e l’allenamento lunedì ci ha permesso di tornare in condizione. Questo ci
deve bastare per giocare al massimo con una Svizzera che è scesa in pista anche
domenica». Il torneo olimpico ha permesso a Morini di misurarsi con
alcuni dei migliori giocatori al mondo. «È stato un onore per me poter sfidare
squadre piene di campioni dell’NHL, o comunque una Slovacchia con tanti ottimi interpreti.
Essere lì a competere con loro in ogni situazione di gioco penso sia una cosa
che mi porterò dietro nel tempo e che sarà utile a tutto il gruppo,
soprattutto in chiave Mondiale Top Division».
Segafredo: «Sfida particolare e bellissima»
Anche Alessandro Segafredo, 21enne di Asiago, gioca da
tanti anni in Svizzera. L’attaccante è cresciuto nel settore giovanile
dell'Ambrì, per passare poi allo Zurigo. La sfida agli elvetici sarà
particolare anche per lui. «Particolare ma anche bellissima. Sono contento di
poter affrontare una squadra della quale conosco diversi giocatori. La
considero una situazione speciale per me, che da tempo milito nel loro
campionato». Sulla carta «è la Svizzera ad avere i favori del pronostico e un
maggior talento. Noi partiamo dal presupposto di dare il massimo in ogni cambio. Vedremo cosa succederà».

