Sport
Morte di Mäder, Bugno: "Si rimane sempre sbigottiti quando accadono queste cose"
Redazione
16.06.2023 17:11

L'ex ciclista Gianni Bugno commenta la tragedia toccata a Gino Mäder. "Bisognerà ora capire la dinamica, perché in televisione nessuno si era accorto di questa caduta”.
“Si rimane sempre sbigottiti quando accadono certe cose. Lo
sport è bello ma quando succedono drammi del genere si rimane sempre
basiti”. Così Gianni Bugno, dirigente sportivo ed ex ciclista di strada,
contattato da Ticinonews, ha commentato la notizia della morte del ciclista
svizzero Gino Mäder, protagonista ieri di una brutta caduta durante il Tour de
Suisse. Quella discesa “l’ho fatta anch’io quando correvo. È molto rapida, è facile
prendere velocità e ci sono tante semicurve che possono diventare pericolose se
fatte a una certa velocità”. Se poi i corridori si toccano “può accadere anche
quello che è successo. Bisognerà ora capire la dinamica, perché in televisione
nessuno si era accorto di questa caduta”.
L’arrivo in discesa
In merito al fatto di aver previsto un arrivo in discesa dopo
una tappa così dura “penso che gli organizzatori abbiano fatto le loro
valutazioni. Organizzare un arrivo in salita, in cima all’Albula, diventava
forse troppo complesso. Hanno quindi pensato di organizzarlo in discesa e il
primo paese idoneo era La Punt". La strada “non era brutta, l’asfalto non era brutto,
non pioveva. È accaduto qualcosa che adesso sfugge”.
I pericoli
Ma come fare per evitare questi drammi nel ciclismo? “Purtroppo la discesa è questa, è sempre pericolosa. È necessario stare
costantemente attenti”. Il corridore lo sa ed è consapevole che quando fa le volate “ci potrebbe essere una caduta da un momento all’altro. Il ciclismo, purtroppo, è anche
questo”.

