Ambrì Piotta
Mottis: «Ci serviva un profilo diverso per raggiungere una stabilità finanziaria»
Red. Online
18.06.2026 06:50

Foto: © Chiara Zocchetti
Il presidente biancoblù spiega la decisione di separarsi da Andreas Fischer, ingaggiando Ivan Fanconi come nuovo CEO, e precisa: «Non sono responsabile dei molti cambiamenti avvenuti in passato»
Ieri il Consiglio d’Amministrazione dell'HCAP ha deciso di
terminare la collaborazione con l’attuale CEO Andreas Fischer. Il suo ruolo
alla direzione del Gruppo HCAP sarà ripreso nei prossimi mesi da Ivan Fanconi,
attuale CFO e COO dell’HC Davos. «Come abbiamo spiegato allo
stesso Fischer, questa non è una
decisione contro l'attuale CEO, bensì una decisione a favore dell'implementazione della strategia aziendale che abbiamo voluto
sin dall'inizio e che abbiamo dichiarato pubblicamente», spiega Davide Mottis, presidente del club biancoblù. «Vale a dire
quella di arrivare tramite una maggior professionalizzazione a creare le
basi per una migliore stabilità finanziaria. In questo momento quindi
l'obiettivo può essere raggiunto con un
profilo molto più tecnico, molto più aziendale, contabile, finanziario. Profilo che
abbiamo ritrovato in Ivan Fanconi».
Qualche mese fa Fischer era finito
nell'occhio del ciclone quando si era parlato dell'incontro con Dubé che poi
aveva portato anche alla separazione da Duca e Cereda. C'è un legame oggi con
questa scelta, con quello che è successo nel passato?
«Assolutamente no. Abbiamo detto dall'inizio che avremmo valutato la situazione per esperienza diretta nostra e non per quello che poteva essere successo o per quello che poteva essere detto dall'uno o dall'altro. Abbiamo voluto constatare con il nostro operato quello di cui l'Ambrì ha bisogno. Non è sicuramente quanto successo in passato che ha condizionato la nostra scelta».
Quanto è importante il fatto che tu conosca
già bene Ivan Fanconi? Avete collaborato ai tempi dei Rockets.
«Ho conosciuto Fanconi
quando sedeva nel CdA dei Ticino Rockets per conto del Locarno Davos, lì ho avuto modo di apprezzare - a parte la persona - le sue competenze tecniche, il suo approccio e le sue modalità di
lavoro. E quindi è stato facile pensare a lui e provare a
contattarlo, anche se poi in tutta onestà non mi aspettavo che potesse lasciare un'organizzazione
importante di successo come Davos per venire da noi. Ma in realtà l'idea l'ha
stuzzicato e ha accettato di buon grado la sfida, siamo riusciti a convincerlo senza
muoverci di un millimetro da quello che erano le nostre
disponibilità».
Quanto a ciò che è accaduto in passato, Mottis ha tenuto a chiarire alcuni punti.
«Quello che è successo in passato, i motivi per i quali sono
cambiati diversi CEO dell'Ambrì non li conosco e sicuramente non ne sono responsabile, nel senso che non posso dire che noi abbiamo scelto
secondo la stessa linea. Abbiamo fatto questa scelta per i motivi che ho indicato prima e quindi il nostro obiettivo era stuzzicare Ivan a
costruire con noi e a riorganizzare con noi».

